Emanuele Fiano racconta il padre Nedo e gli orrori della Shoah | la CRONACA di RAVENNA

Emanuele Fiano racconta il padre Nedo e gli orrori della Shoah

E’ in libreria da pochi giorni "Il profumo di mio padre. L’eredità di un figlio della Shoah", pubblicato da Piemme con la prefazione di Liliana Segre

27 gennaio 2021 - E’ in libreria da pochi giorni ma già molto gettonato il libro di Emanuele Fiano Il profumo di mio padre. L’eredità di un figlio della Shoah, pubblicato da Piemme con la prefazione di Liliana Segre.
Vogliamo dedicarlo ai lettori nella Giornata mondiale della Memoria, 27 gennaio.
Nella prefazione Liliana Segre ricorda come, insieme al padre dell’autore, Nedo, sopravvissero al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Nedo, unico sopravvissuto di tutta la sua famiglia, cancellata definitivamente.

Questo libro rappresenta intenzionalmente un passaggio di consegne di una memoria preziosa e indimenticabile, sul male e sugli errori del passato, un modo di trasformare una tragedia vissuta dal genere umano in un messaggio educativo per le future generazioni. Ne abbiamo già esempi importanti, come il libro di Primo Levi Se questo è un uomo.

“Domani spariranno i testimoni - scrive Emanuele - e io racconterò a chi non può credere che tutto ciò è successo”. Suo padre, Nedo, vive da sempre condividendo ogni giorno della sua vita con la memoria di giornate in cui la realtà quotidiana era composta di vittime, di uomini ridotti a individui senza dignità, senza più nome, sostituito da un numero, un pacco postale verso una destinazione ignota, anzi spesso con un indirizzo ben preciso.

L’autore racconta come sentisse, fin da bambino, che c’erano argomenti di cui non bisognava parlare, come il numero inciso sul braccio che suo padre giustificava come il modo per non dimenticare il numero di telefono. Da adolescente, però, si imbatté in immagini, libri, testimonianze di un luogo, Auschwitz-Birkenau, di cui era vietato parlare. Poi arrivò il tempo in cui certi argomenti non furono più tabù e Nedo Fiano cominciò a girare a Milano e poi in tutta Italia per raccontare la sua storia.

Ed ora è Emanuele che si è assunto l’incarico di ripercorrere la sua vita con i genitori, perché è un modo per sentirli più vivi, oggi che sono diversi, quasi perduti in un mondo irraggiungibile se non con la tenerezza. E proprio fissando nelle pagine di un libro la loro vita, è come tornare bambino e adolescente e restituire a suo padre, a sua madre, la loro immagine reale, quella di ieri.

Emanuele Fiano, in prima linea, da sempre, contro i rigurgiti del neofascismo e dell'antisemitismo, tratteggia in poche parole il senso di questo sentito memoriale. “Noi non abbiamo ascoltato solo parole dolci e tenere dai nostri padri, non solo favole ci è capitato di ascoltare, ma il silenzio impastato di lacrime e urla”.

“Ora che questo viaggio è finito - scrive l’autore - ora che me ne sto distaccando, lasciarlo mi pesa. Ho viaggiato con lui molti mesi e anni, mi sono guardato indietro e ho ricordato molto. Dentro di me sono rinate persone e ricomparse storie, di questo tempo e di altro, e ho riconosciuto paesaggi, presenti solo dentro di me e ormai irriconoscibili, ho risentito voci, dolcissimi sorrisi e abbracci, sono miracolosamente riapparsi i profumi, colori, suoni, veli di tristezza e grande allegria”. Domina fra tutti i ricordi un profumo inconfondibile, il sapone Lifebuoy usato da suo padre: “Quel profumo, il profumo di mio padre, so che non mi abbandonerà mai”.

Emanuele Fiano è un architetto e un politico, già consigliere comunale a Milano da 1997 al 2006, oggi deputato del Partito democratico e responsabile della politica estera del Partito. Dal 1998 al 2001 è stato presidente della Comunità ebraica milanese.

Anna De Lutiis

(nella foto, Emanuele Fiano con il padre Nedo)


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