Riccardo Muti, prove aperte in San Romualdo con la Cherubini e allievi del Verdi. «Questi ragazzi portano qui la musica e la vita» | la CRONACA di RAVENNA

Riccardo Muti, prove aperte in San Romualdo con la Cherubini e allievi del Verdi. «Questi ragazzi portano qui la musica e la vita»

Tre Sinfonie di Verdi in presenza del pubblico nel nuovo auditorium ricavato nella chiesa, Sacrario dei Caduti, annessa alla Biblioteca Classense

30 novembre 2021 - “Ho conosciuto questo luogo quando sono arrivato a Ravenna tantissimi anni fa” dice Riccardo Muti prima di iniziare la prova aperta al pubblico, lunedì 29 novembre, nella chiesa di San Romualdo, che dopo essere stata adibita per più di vent’anni a Museo del Risorgimento è stata ora trasformata in auditorium per l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e per altre realtà musicali della città, in primo luogo l’Istituto Giuseppe Verdi.

Chiusa al culto, ma non sconsacrata, la secentesca chiesa, che fa parte del complesso della Biblioteca Classense, continua a ricoprire la funzione di Sacrario dei Caduti delle due guerre mondiali. “Dedicato ai Caduti di tutte le guerre” è infatti il titolo che è stato dato a queste giornate di prove.

“Nel suo aspetto spoglio, nella sua apparente freddezza dal punto di vista architettonico, ho sempre trovato un mistero e un calore particolare” continua Muti. ”Le lapidi che sono qui, con tutti i nomi dei ravennati morti in guerra, e gli elmetti sull'altare sotto l’immagine di Cristo recano un messaggio di generosità, di trasporto, di amore, e quando si parla di amore naturalmente viene in mente subito il senso della bellezza e dell’armonia. Ecco: amore, bellezza e armonia portano alla musica, all'arte, alla cultura”.

Muti coglie l’occasione per salutare il nuovo assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, che assiste alla prova con il sindaco Michele de Pascale, e lo avverte: “Lei sulle spalle ha un fardello molto delicato, perché il nostro paese viene ancora rispettato nel mondo per la sua cultura, ma molto spesso si tratta della cultura del passato”. E continua: “Il fatto di avere adibito questo luogo alla cultura è un segnale che in un mondo in decadenza ci sono ancora delle forze vitali che spingono verso l’acquisizione di elementi positivi per le nuove generazioni”.

Per le nuove generazioni il direttore d’orchestra si batte strenuamente e non perde occasione, come in questo caso, per denunciare la situazione di tanti giovani, come i musicisti della Cherubini, che possiedono talento e dedizione, ma non la fondata speranza di un futuro lavorativo soddisfacente. “Questi ragazzi sono un patrimonio” afferma, e aggiunge: “Diamo lavoro a loro perché educhino la nostra società”.

Il sindaco, che definisce il nuovo auditorium la casa in città della Cherubini, ricorda l’importanza nella storia della città di Romualdo, ravennate di nascita e fondatore dell’eremo di Camaldoli, e spiega come il luogo sia tuttora legato alla sua identità di Sacrario, ma prenda una vita completamente nuova nel nome della musica, ripartendo “dal talento, dai sogni, dalle speranze dei giovani musicisti e da un grande gesto di amore e di generosità da parte del maestro Muti”.
Molti i carabinieri presenti alla prova delle 16.30, ai quali il direttore rivolge un saluto affettuoso. Il resto del pubblico, per un totale di ottanta posti, è costituito da ravennati che si alternano nel corso dei due ingressi previsti nel pomeriggio.

L’interno di San Romualdo presenta rispetto all’acustica i problemi di quasi tutte le chiese, come per esempio le rientranze delle cappelle e la pavimentazione di marmo. Per ovviarli, sono stati utilizzati elementi di plexiglas e grandi pannelli di tessuto fonoassorbente montati su rotelle, che possono essere quindi mossi per modulare in maniere diverse lo spazio acustico. Realizzati in collaborazione con le Fondazioni Ravenna Manifestazioni e Luigi Cherubini, gli interventi di adeguamento strutturale e acustico sono stati possibili grazie anche ai fondi assegnati alla Cherubini dal ministero della Cultura.

Nel programma delle prove, le Sinfonie che aprono tre opere di Giuseppe Verdi composte in periodo risorgimentale e subito dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia: Nabucco, Giovanna d’Arco e La forza del destino. Brani di carattere rivoluzionario, che portano Muti a ricordare il ruolo primario ricoperto da Verdi nel Risorgimento.
A suonare sono i musicisti della Cherubini con alcuni allievi dell’Istituto Verdi. I suoni riempiono lo spazio, le note di Giuseppe Verdi toccano gli spiriti e i cuori.
San Romualdo, come Riccardo Muti afferma, “non è più un luogo di morte. Questi ragazzi portano qui la musica e la vita”.

Patrizia Luppi



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