RAVENNA FESTIVAL / “O Oriens”, concerto in diretta streaming dalla Basilica San Vitale

L’ensemble "La fonte musica" diretto da Michele Pasotti suoneranno esclusivamente in dialogo con i mosaici della Basilica, senza pubblico presente; saranno però visibili in diretta gratuita in tutto il mondo sul sito ravennafestival.live

30 giugno 2020 - La Basilica di San Vitale si prepara a ospitare un concerto storico e di grande potenza spirituale.
Storico perché l’ensemble "La fonte musica" diretto da Michele Pasotti suoneranno esclusivamente in dialogo con i mosaici della Basilica, senza pubblico presente; saranno però visibili in diretta gratuita in tutto il mondo sul sito ravennafestival.live (anche on demand fino al 30 luglio) per l’unico appuntamento solo in streaming di Ravenna Festival 2020.

In programma le musiche medioevali di Matteo da Perugia, che agli inizi del XV secolo fu il primo magister a cantu del Duomo di Milano, oltre ad alcuni brani del Codice franco-cipriota, una raccolta musicale utilizzata per le nozze della figlia del re di Cipro e di Ludovico di Savoia nel 1434.

Questa offerta di rarissimo ascolto e di straordinario interesse storico è una finestra affacciata sulla civiltà europea di fine Trecento e inizio Quattrocento, quando il continente si riprese dalla Peste Nera del 1348, ed è anche l'omaggio del Festival alle basiliche ravennati, fra i luoghi di concerto più amati della manifestazione ma dove quest’anno non è stato possibile prevedere concerti in presenza di pubblico.
L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia.

“O Oriens”, che dà nome all’evento, è il titolo di una delle sette antifone dell’Avvento, giunte dal Mediterraneo orientale attraverso il Codice Franco-Cipriota, una collezione di scritti musicali che contiene anche le musiche per le nozze tra Anna, figlia di Giano II di Lusignano re di Cipro, e il futuro duca di Savoia, Ludovico, figlio di Amedeo VIII.

Gli autori, anonimi, dimostrano di aver acquisito lo stile di Matteo da Perugia, uno dei compositori più noti di quell'epoca tragica e splendida, cronologicamente successivo alla generazione di Petrarca e di Boccaccio e immediatamente precedente al maestro della polifonia franco-fiamminga Guillaume Dufay.

Il nome di Matteo da Perugia appare per la prima volta nei registri di pagamento del Duomo di Milano nel 1402, data della sua nomina a magister a cantu e cantore della Cappella metropolitana, che lo rende a tutti gli effetti il primo maestro di musica della cattedrale milanese. Oltre a questo incarico, Matteo tenne fino al 1418, data probabile della sua morte, una rinomata scuola di musica.

A eseguire le musiche di Matteo da Perugia e i mottetti del Codice Franco-Cipriota è La fonte musica, ensemble specializzato in musica tardomedievale, soprattutto del Trecento italiano, fondato e diretto da Michele Pasotti. La sua missione specifica è interpretare la musica di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica (1320-1440) su strumenti d’epoca e attraverso una serrata ricerca filologica.

Con Michele Pasotti, al liuto e alla direzione, ci saranno Francesca Cassinari e Alena Dantcheva (soprani), Gianluca Ferrarini e Massimo Altieri (tenori), Efix Puleo (viella da braccio), Teodoro Baù (viella da gamba), Nathaniel Wood ed Ermes Giussani (tromboni).


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