I giovani per Dante in treno con il MEI | la CRONACA di RAVENNA

I giovani per Dante in treno con il MEI

Il Meeting degli Indipendenti di Faenza invita gli under 35 a formare una nuova orchestra che suonerà anche a Ravenna. Intervista al coordinatore Giordano Sangiorgi

20 gennaio 2021 - Sono già in gran numero le offerte di adesione alla proposta lanciata dal Meeting degli Indipendenti, il MEI di Faenza: molti giovani artisti e musicisti si sono offerti di partecipare al progetto di un’orchestra speciale che il 25 marzo salirà su un treno per eseguire in varie tappe un lavoro musicale in omaggio a Dante.
Con l’appoggio dell’Amministrazione comunale di Ravenna, il convoglio si fermerà nella nostra città, a Faenza, Marradi, Firenze e in eventuali altre sedi per offrire al pubblico locale il nuovo lavoro, una rielaborazione di brani già esistenti e di inediti tutti dedicati al Sommo Poeta.
Il MEI apre così un nuovo capitolo di un intenso impegno che dalla seconda metà degli anni Novanta si concentra sui giovani e sulla musica con una grande manifestazione annuale dedicata alla nuova scena musicale italiana e una rete di produzioni, iniziative speciali, premi e molto altro ancora. Ne abbiamo parlato con Giordano Sangiorgi, patron storico e coordinatore delle attività.


Giordano Sangiorgi, com’è nato il progetto del Treno di Dante?
“L’idea è questa: il MEI, questa grande manifestazione che si svolge da venticinque anni a Faenza con grande successo e nel complesso ha portato in città un milione di persone nel settore del turismo giovanile, si è sempre occupato durante tutto l’anno di lavorare per la valorizzazione della musica indipendente in vari ambiti. Uno di questi è la creazione di un legame con gli elementi della cultura del paese: l’abbiamo fatto, in occasione di anniversari, con il Premio Pascoli legato alla musica nella Villa Torlonia di San Mauro Pascoli o con la Maratona Dino Campana alla Fortezza da Basso di Firenze.
Per le celebrazioni dantesche abbiamo pensato di collegare al poeta le realtà musicali emergenti creando un ensemble che esegua brani in parte composti per l’occasione e in parte del passato; c’è una messe di produzioni su Dante pazzesca, che molti non immaginano. Ne cito una che fa parte della storia del rock indipendente alternativo: la trilogia sulla Divina Commedia dei Tangerine Dream, un gruppo tedesco famosissimo negli anni Settanta".

Che fisionomia avrà l’ensemble?

“Lo scopriremo dopo il 31 gennaio, quando scadrà il termine per le proposte di adesione ed esamineremo le tantissime candidature che stanno continuando ad arrivare: l’organico sarà ben diverso se avremo quindici flicorni oppure quindici esperti di elettronica. Anche le musiche saranno scelte a partire dai partecipanti, vorremmo decidere il repertorio proprio con chi selezioneremo fra gli iscritti".

Lei ha rilevato un particolare interesse dei giovani per il personaggio e l’opera di Dante?
“C’è un grande ritorno su di lui dei giovani e questo lo si deve soprattutto a una nuova rockstar del mondo storico, una sorta di Piero Angela: il professor Alessandro Barbero, che risulta molto vicino al mondo giovanile nella sua divulgazione semplice, accessibile, ma profonda e incisiva allo stesso tempo".

Come prevedete di organizzare i concerti itineranti del Treno?
“Saranno esecuzioni a tappe che si terranno il 25 marzo sul treno stesso, nelle stazioni, sui piazzali o dove ci sarà permesso dai DPCM in quella fase. In caso di grosse restrizioni, l’orchestra potrà suonare distanziata sui piazzali o al massimo realizzeremo un treno online con i musicisti che suonano online. Al momento possiamo fare mille ipotesi, ma in ogni caso il Treno di Dante si farà".

Il MEI ha una serie di attività disparate. Quali sono i criteri di base su cui impostate il vostro lavoro?

“La nostra mission è una: valorizzare i giovani. Da venticinque anni, con successo, facciamo sì che quelle delle piattaforme della produzione indipendente emergente diventino produzioni nazionali a tutto tondo e riconosciute di serie A come le altre.
Quando abbiamo iniziato, la musica indipendente veniva considerata di serie B da tutti, ma si è dimostrato che non è così. Poi è chiaro che c’è la musica bella e la musica brutta, ma quello è un altro discorso. Abbiamo quindi dato voce a un movimento musicale e a centinaia di artisti che magari prima non venivano considerati e oggi, invece, nascono quasi sempre in un piccolo laboratorio, con l’artista stesso, un produttore e poche altre figure; ma poi possono arrivare perfino a vincere Sanremo. È successo con Diodato, che due anni fa chiuse il MEI a Faenza e l’anno scorso vinse il Festival.
Il made in Italy musicale nasce da tutte queste piccole startup alle quali cerchiamo di dare il più possibile di occasioni di espressione. Siamo come una filiera della nuova cultura musicale del paese".

Patrizia Luppi


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