Centro storico e luoghi green, la nuova frontiera dell'architetto | la CRONACA di RAVENNA

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Centro storico e luoghi green, la nuova frontiera dell'architetto

Parla Emilio Rambelli: "Un nesso tra Covid ed edilizia? Passata la sbornia, non ci ricorderemo più del virus"

26 maggio 2020 - Ricerca di spazi verdi e più ampi? Voglia di ambienti larghi e sanificati? Materiali moderni e risparmio energetico? Insomma: il coronavirus può aver cambiato la voglia di edilizia residenziale dei cittadini? E i recenti ecobonus definiti dal Governo potrebbero dare un’ulteriore scossa verso un modo differente di costruire, o di riqualificare?
Lo abbiamo chiesto a Emilio Rambelli, noto architetto ravennate, socio fondatore di Nuovostudio: uno che ha messo la sua “arte”, fra le altre cose, nelle progettazioni del Palazzo degli Affari e del Darsenale, il noto recente birrificio sulla darsena di città.


Ci sarà un nesso fra il Coronavirus e l’edilizia del futuro?
Lo scopriremo solo vivendo… In realtà io credo che, passata la sbornia di questi mesi, in futuro del virus non ci ricorderemo neanche più. Piuttosto, questa situazione dell’edilizia si innesta in quella nata dopo la crisi Lehmann Brothers: e qui davvero è necessario che nascano nuovi modelli abitativi. Perché le città hanno pochissime aree di espansione, quindi è necessario ristrutturarle in una maniera diversa, con modalità innovative. Che non dipendono direttamente dal Covid. ma certamente anche le conseguenze del virus andranno in questa direzione.

Parli di nuove modalità abitative. A cosa ti riferisci?
Ne vedo due, assai diverse fra loro. La prima riguarda i centri storici delle nostre città: l’edilizia del futuro dovrà rivalutarli, rigenerarli, anche se sotto certi punti di vista abitare nel centro è anche scomodo. All’opposto, e parallelamente, sta crescendo un’esigenza nuova di green, di contatto con la natura, dove è possibile anche lo sviluppo di un’edilizia estensiva. La casa di campagna, la periferia verde, il casolare con la piscina dove potersi raccogliere per rilassarsi sarà un mood del futuro.

I recenti ecobonus aiuteranno queste tendenze?

Certo, sono misure interessanti che possono aiutare il cambiamento in questa direzione. Un’ottima idea, che probabilmente aiuterà il mercato delle ristrutturazioni. E che secondo me dovrebbero essere estese anche a chi costruisce ex novo: chi è virtuoso, chi decide di costruirsi una casa nuova energetica 4.0, dovrebbe avere una premialità…

All’interno delle dinamiche che hai appena individuato, quale ruolo potrà avere l’architetto?
Dipende… Gli architetti sono una categoria strana: per le piccole cose, il nostro ruolo è marginale, un buon recupero lo può fare chiunque. Ma se c’è da aggredire un nuovo potenziale mercato magari serve anche un valore creativo: se devo fare di sana pianta delle nuove cose, servono idee valide, e lì si vede chi sono i buoni. Può darsi sia una modalità per rivalorizzare anche la nostra professione, che negli ultimi anni (anche per colpa nostra) ha un po’ perso appeal…

Eppure Renzo Piano, a maggior ragione dopo il ponte di Genova, è sempre più una star. In altre parole: un architetto famoso mantiene ancora un fascino inalterato…
Piano è un genio: io lo stimo ancor di più come comunicatore che come architetto, e vuol essere un complimento. Però vorrei ricordare che in Italia è stato sdoganato 15 anni fa, non prima: quando fece il progetto dell’Auditorium della Musica a Roma, con l’idea geniale delle coperture di legno – più economiche, più belle, più leggere, sismicamente compatibili e dall’acustica perfetta per la musica – venne contestato dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Questa è l’Italia, nessuno è profeta in patria…


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