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Politica

Fratelli d’Italia sul caso palazzetto: «Eredità scomoda della giunta De Pascale, serve chiarezza»

Grandi e Caponegro chiedono verifiche rapide, individuazione delle responsabilità e nessun costo a carico dei cittadini per l’ultimo imprevisto nelle travi di copertura

08 agosto 2025 -

«La spinosa vicenda del nuovo palazzetto è solo una delle scomode eredità che la deludente giunta De Pascale ha lasciato a chi le è succeduto». Lo affermano Nicola Grandi (capogruppo) e Falco Caponegro consiglieri comunali di Fratelli d’Italia.

Che aggiungono: «Le dichiarazioni del sindaco Barattoni dimostrano quanto meno un approccio ragionevole, di buon senso e da sindaco “vero”: il fatto di affrontare subito la questione dimostra una modalità che lo distingue in modo netto dal suo predecessore. 

Questo non significa però che si debba accettare o in qualche modo minimizzare una vicenda che ha dell’incredibile, che verrà consegnata ai posteri come il più incredibile caso di malgoverno, sfortuna e incapacità, mai visti nella nostra città, tanto eclatante da poter fare scuola, resta il fatto che si è voluto effettuare un secondo test probabilmente anche il primo non era stato superato così brillantemente, perché a quel punto non testare tutte le travi per una maggiore sicurezza?».

«Come Fratelli d’Italia ci siamo messi comunque subito al lavoro per far sì che l’ennesimo imprevisto non rallenti ulteriormente o, peggio ancora, scriva definitivamente la parola fine a questo progetto, un intervento su cui abbiamo sempre espresso dei dubbi, che non siamo certi che a Ravenna serva, ma la cui cancellazione ormai, con le cifre messe in campo, rappresenterebbe al contempo un danno e una beffa insostenibili per la nostra città».

«Da quello che appare a una prima analisi la situazione di quest’ultimo imprevisto sembra derivare da un errore di progettazione o (meno probabilmente) di costruzione che ha evidentemente reso l’opera non rispondente ai requisiti richiesti, un classico caso di mancanza di rispondenza che normalmente nel mondo reale troverebbe una responsabilità addossata con immediatezza al tecnico progettista o alla ditta esecutrice e che se analizzato con cura con buona probabilità presenta profili di responsabilità che potrebbero essere garantiti da una copertura assicurativa, anche da qui la necessità di muoversi con la massima puntualità».

«Questo nel mondo reale, nel mondo che appartiene ai lavori e ai cantieri che ognuno di noi potrebbe trovarsi a gestire a casa propria o nella propria attività commerciale, un meccanismo che non sempre trova riscontro nel mondo dell’amministrazione pubblica».

«La sfida vera allora è vigilare affinché queste verifiche vengano poste in atto anche con puntualità, rapidità, precisione, senza preconcetti o pregiudizi e con la massima cura.
È per questo motivo che abbiamo richiesto di vedere gli atti relativi a quest’ultima vicenda, atti che sottoporremo all’attenzione di alcuni tecnici salvo poi scegliere la modalità migliore fra la richiesta di una commissione consiliare, una commissione di indagine o entrambe, per far si di non di accusare alla cieca tecnici interni o esterni all’amministrazione, ma di mantenere al contempo alta l’attenzione sulla cosa e far sì che le verifiche terminino nel minor tempo possibile».

«Chiederemo che le indagini - concludono Grandi e Caponegro - vengano effettuate con puntualità e soprattutto che la collettività non debba accollarsi neppure un centesimo di questi costi, affinché oltre al danno del tempo trascorso non arrivi l’ulteriore beffa, esattamente come farebbe qualsiasi buon padre di famiglia nella gestione del patrimonio proprio e della comunità che è chiamato ad amministrare».




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