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19/08/2026
Politica
Palazzetto, Fratelli d’Italia presenta un esposto alla Corte dei conti
Trasmessa anche una segnalazione all’ANAC: 260 pagine e 18 allegati per chiedere verifiche sulla gestione dell’appalto, sui costi, sulle varianti e sui tempi dell’opera
Due mesi di lavoro, centinaia di documenti esaminati, 260 pagine di ricostruzione e 18 allegati. È con questo lavoro che Fratelli d’Italia Ravenna ha mantenuto l’impegno assunto pubblicamente nei mesi scorsi e annunciato in conferenza stampa: portare la vicenda del Palazzetto delle Arti e dello Sport di Ravenna all’attenzione delle autorità competenti.
Nella giornata di ieri sono stati infatti trasmessi tramite PEC un esposto alla Corte dei conti e una segnalazione all’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, riguardanti la gestione dell’appalto e l’intero percorso amministrativo e tecnico dell’opera. Non si tratta di un annuncio o di una presa di posizione sulla stampa, ma di un impegno concreto che, dopo due mesi di lavoro, è stato trasformato in un atto formale e documentato.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è Nicola Grandi, Consigliere comunale di Fratelli d’Italia e capogruppo: «Quasi dieci anni di annunci hanno accompagnato la (non) realizzazione di una grande infrastruttura per la città, attraverso modifiche progettuali, varianti, proroghe, incrementi dei costi, ulteriori lavorazioni e, più recentemente, verifiche e approfondimenti sulle strutture: di fronte a un percorso così lungo e complesso, Fratelli d’Italia ha ritenuto doveroso ricostruire ogni passaggio possibile sulla base della documentazione disponibile e sottoporre gli elementi raccolti a chi, per legge, dispone degli strumenti per effettuare le necessarie verifiche».
DUE MESI DI LAVORO, 260 PAGINE E 18 ALLEGATI
Nel dettaglio, il lavoro svolto nelle ultime settimane ha consentito di raccogliere e organizzare una documentazione particolarmente ampia: 260 pagine tra articoli di stampa, atti amministrativi, documenti ufficiali e ricostruzioni della vicenda, corredate da 18 allegati.
Un lavoro di ricostruzione certosino, sviluppato nell’arco di circa due mesi, che ripercorre – senza pretendere di essere esaustivo – le principali tappe della storia dell’opera: dall’aggiudicazione dell’appalto alla progettazione esecutiva, dalle successive modifiche del quadro tecnico-economico alle perizie e alle varianti, fino alle più recenti attività di verifica sulla struttura.
L’esposto alla Corte dei conti non formula accuse né attribuisce responsabilità a persone determinate. Sottopone però all’attenzione dell’Autorità una serie di circostanze documentate, chiedendo di valutare gli eventuali profili di propria competenza e l’opportunità di ulteriori approfondimenti e accertamenti.
«NON FACCIAMO PROCESSI: CHIEDIAMO CHE SI FACCIA CHIAREZZA»
«Non stiamo facendo processi a nessuno e non intendiamo sostituirci alle autorità competenti o agli organismi di controllo – sottolineano i rappresentanti di Fratelli d’Italia Ravenna –. Stiamo facendo ciò che riteniamo debba fare chi svolge un ruolo politico e istituzionale: raccogliere la documentazione disponibile, metterla a disposizione delle autorità e chiedere che venga verificato se, in una vicenda di queste dimensioni e durata, tutto si sia svolto nel pieno rispetto delle regole».
Su questa base, al centro dell’iniziativa ci sono una serie di circostanze che, considerate nel loro insieme, meritano di essere approfondite: il significativo prolungamento dei tempi di realizzazione rispetto alle previsioni iniziali, l’incremento del quadro economico, le modifiche contrattuali e le varianti, le ulteriori lavorazioni e le criticità tecniche emerse nel corso dell’esecuzione.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle più recenti attività di verifica riguardanti gli elementi strutturali della copertura, comprese le procedure relative ai controlli delle saldature, alle verifiche di secondo livello e alle prove di carico sulle travi.
DALL’ANNUNCIO DELL’OPERA ALLE VERIFICHE SULLA STRUTTURA
La documentazione raccolta ricostruisce un arco temporale di diversi anni della storia amministrativa del progetto.
Vengono esaminati i passaggi relativi all’aggiudicazione dell’appalto, alla progettazione esecutiva, alla ridefinizione del quadro tecnico-economico, alle successive perizie e varianti, fino agli interventi e agli affidamenti più recenti legati ai controlli sulle saldature e alle verifiche strutturali.
«Il punto non è soltanto quanto è costata quest’opera – prosegue il capogruppo Grandi –. Il punto è capire come si sia arrivati a determinati costi, a determinati tempi e a determinate necessità di intervento e verifica. Quando un’opera pubblica strategica attraversa un percorso così lungo e articolato, è doveroso che ogni passaggio possa essere ricostruito, verificato e spiegato con assoluta trasparenza».
CORTE DEI CONTI E ANAC: DUE SEGNALAZIONI, DUE PROFILI DI VERIFICA
È in questo quadro che l’esposto destinato alla Corte dei conti e la documentazione trasmessa all’ANAC sono stati inviati nella giornata di ieri tramite PEC.
Si tratta di due iniziative parallele ma distinte, rivolte a due autorità diverse, affinché ciascuna possa valutare gli aspetti di propria competenza.
Alla Corte dei conti viene chiesto di valutare gli eventuali profili connessi agli incrementi di spesa, verificando se questi trovino piena giustificazione negli atti tecnici e amministrativi, oltre agli aspetti relativi alle varianti, alle modifiche contrattuali e alle ulteriori lavorazioni, anche alla luce delle criticità emerse durante l’esecuzione dell’opera.
All’ANAC viene invece sottoposta la vicenda sotto il profilo della regolarità della gestione dell’appalto e delle procedure amministrative, affinché possano essere svolti gli approfondimenti eventualmente ritenuti necessari.
«AVEVAMO PRESO UN IMPEGNO E OGGI LO ABBIAMO MANTENUTO»
«In conferenza stampa avevamo annunciato che, dopo aver ricostruito la documentazione, avremmo portato la vicenda all’attenzione delle autorità competenti. Oggi, dopo due mesi di lavoro, quell’impegno è stato mantenuto, senza limitarci a sollevare interrogativi o a fare dichiarazioni politiche ma studiando gli atti, ricostruendo i passaggi, raccogliendo la documentazione e predisponendo un esposto con 260 pagine di allegati. Ora la palla passa a Corte dei conti e ad ANAC, ciascuna per quanto di propria competenza, per valutare gli elementi che abbiamo sottoposto alla loro attenzione».
«UN’OPERA PUBBLICA NON PUÒ ESSERE UNA ZONA GRIGIA»
«Per quasi dieci anni Ravenna ha sentito parlare di questa grande infrastruttura. Nel frattempo, sono cambiati i tempi, sono aumentati i costi, ci sono state varianti, proroghe, ulteriori lavorazioni e sono emerse nuove esigenze di verifica. È quindi legittimo, e a nostro avviso doveroso, chiedere che tutto venga ricostruito e verificato».
«Il nostro obiettivo nel massimo rispetto di chi opera e lavora ma con altrettanto rispetto per il compito che da consiglieri comunali la legge ci assegna è uno soltanto: la massima trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulla gestione di un’opera che interessa tutta la comunità ravennate. Se tutto è stato fatto correttamente, gli accertamenti lo confermeranno. Se invece dovessero emergere irregolarità o responsabilità, sarà compito delle autorità competenti individuarle».
La conclusione ribadisce infine l’impegno assunto: «Noi abbiamo fatto la nostra parte. Avevamo annunciato che lo avremmo fatto e, dopo due mesi di lavoro, abbiamo mantenuto la parola data. Ora tocca agli organismi competenti verificare e, soprattutto, a Ravenna avere finalmente le risposte che merita».
Nella foto allegata, scattata davanti allo scheletro del Palazzetto, una delegazione del gruppo di Fratelli d’Italia Ravenna composta dai consiglieri Caponegro, Greco, Esposito e Grandi ieri sul posto per un sopralluogo.
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