I Chiostri, la Tomba, il Lauro e le Letture: Dante per sempre Sommo nella spiritualità della basilica

Il racconto ‘speciale’ della serata in San Francesco

26 settembre 2020 - La serata di venerdì 25, dedicata alla XXVI edizione della Divina Commedia nel Mondo, ha avuto luogo nella Basilica di San Francesco, come per le precedenti edizioni. Il progetto voluto da Walter Della Monica, dal 1998 ha portato a Ravenna traduttori ed esperti provenienti da molti paesi sia europei che dagli altri continenti.

Paesi lontanissimi da noi per lingua, cultura e religione: americana, giapponese, brasiliana, cinese, del Bangladesh, più di sessanta. Quest’ultimo appuntamento era dedicato alle traduzione in lingua inglese e americana degli ultimi vent’anni, a cura del professor Jason Houston, direttore della Gonzaga University a Firenze. La serata, tessera di un ricco mosaico che si completerà nel settembre 2021, si è inserita nelle già iniziate celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante.

Era un’occasione speciale per riconoscere il merito a personaggi che hanno contribuito a valorizzare l’opera di Dante e la sua presenza nella nostra città. Il Lauro dantesco rappresenta questo riconoscimento e in questi anni è stato attribuito a importanti personaggi come Emilio Pasquini, Ezio Raimondi, Sergio Zavoli, Nicola Piovani, Franco Gabici, Maria Cristina Mazzavillani Muti, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, Walter Della Monica.
In questa ultima occasione è stato conferito il Lauro dantesco in Memoria a Benedetto Croce e il Lauro dantesco ad Honorem al presidente Antonio Patuelli. Dopo il saluto del sindaco Miche De Pascale c’è stata la consegna del Lauro dantesco alla Memoria, dedicato a Benedetto Croce, ritirato dalla nipote Benedetta Craveri, critica letteraria, scrittrice e saggista, accompagnata dal marito, il diplomatico francese Benoit d’Aboville.

“Benedetto Croce - dice la motivazione - era a Ravenna all’inaugurazione del sesto centenario, nel 1921, nella prestigiosa sala che da quella data è denominata ‘Sala Dantesca’. Grande studioso, autore del libro ‘Poesia di Dante’ ancora oggi considerato, per originalità e profondità, punto fermo negli studi danteschi. Divenuto ministro, si deve alla ‘Legge Croce’ se si svilupparono a Ravenna e in Italia importanti iniziative di studio. Per Croce le celebrazioni del Poeta devono lasciare segni duraturi nelle menti e nelle cose”.

Il presidente Antonio Patuelli con largo anticipo aveva suggerito di prepararsi alle celebrazioni del settimo centenario, sempre molto attento e partecipe agli appuntamenti che in questi anni hanno preparato la città a questo importante evento. Anche per lui, come per Benedetto Croce, la consegna è stata fatta dal sindaco con la seguente motivazione: “Accanto al fervore dello studio-tratto dalla motivazione - si evidenzia il grande impegno per la nascita di un polo dantesco che desse valore e contesto alla Tomba di Dante. Ciò ha reso possibile lo straordinario restauro degli Antichi Chiostri Francescani e la loro destinazione culturale. Si tratta dunque del conferimento alla città di Ravenna di uno spazio di eccellenza in cui vivere e mettere in valore il lascito dantesco.
Si deve inoltre ascrivere al merito del suo fervore intellettuale molta parte della ricchezza delle azioni di valorizzazione di Dante e la virtuosa gara di iniziative proposte e collaborazioni per la celebrazione del centenario, che fanno di Ravenna la città che al mondo per partecipazione, pluralità delle proposte e quantità degli eventi dedicati, più onora l’altissimo Poeta”.

Patuelli ha voluto ringraziare e da grande oratore ha ripercorso il lungo cammino per ridare ai Chiostri l’antica bellezza: “Non mi capita spesso di parlare in una basilica, perché una basilica ha delle spiritualità, dei significati che mi intimoriscono e qui, con emozione, ricevo questa testimonianza. A proposito dei chiostri,(estrapolato dal suo discorso), furono acquistati dalla Cassa di Risparmio, come era nel sogno del nostro illustre concittadino Luigi Rava, dopo la seconda guerra mondiale così come il primo restauro risale a quel periodo. La vicenda della banca è molto intessuta dai chiostri, infatti quello attiguo alla tomba si chiama Chiostro Dante e l’altro Chiostro Banca”.
Patuelli si sofferma nel ricordare alcune fasi di ricostruzione che hanno portato i Chiostri e la tomba di Dante all’aspetto attuale e si congratula per il fermento e l’animazione che contraddistingue questo centenario che vede la municipalità e il mondo culturale viverlo con ‘grande passione’, una passione che, si augura, possa andare oltre l’anno del centenario, come ha suggerito il sindaco De Pascale, che propone la lettura perenne dei canti della Divina Commedia, davanti alla tomba di Dante.

La seconda parte della serata, tutta dedicata alle traduzioni in lingua inglese, ha proposto la relazione del prof. Jason Houston, direttore della Gonzaga University a Firenze, studioso di letteratura medievale in particolare interessato alla relazione tra Boccaccio e altri importanti poeti del trecento come Dante e Petrarca.
Ha relazionato sulle traduzioni in lingua inglese apparse negli ultimi 20 anni sottolineando anche il contrasto che c’è fra traduzioni americane e quelle inglesi, facendo riferimento ai traduttori Robert e Jean Hollander e Robin Kirkpatrick. Al termine ha letto il canto XXV del Paradiso, il canto della speranza. A conclusione della serata, come di consueto, la lettura dello stesso canto nella lingua di Dante, fatta da Lorenzo Pieri, narratore di audiolibri operatore culturale che usa soprattutto le nuove tecnologie.

Su youTube è possibile trovare le sue letture di capolavori dei più grandi autori della letteratura come Montale, Pirandello, Pascoli, Bulgakov, Melville. Alla sua voce sono state affidate le parole di Dante, il poeta che ci accompagnerà fino al prossimo settembre, nel 2021.

Anna De Lutiis
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