Ritorna al MIC Faenza la “Giornata del restauro” | la CRONACA di RAVENNA

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Cultura

Ritorna al MIC Faenza la “Giornata del restauro”

In programma Il 7 giugno, sarà dedicata al “Restauro del restauro dei manufatti ceramici”. Iscrizioni fino al 31 maggio

14 maggio 2023 - Ritorna il 7 giugno (dalle ore 9 alle 17), per la terza edizione, la giornata di studio che il MIC di Faenza insieme all’IGIIC, Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation, organizza ogni due anni per approfondire problematiche diverse legate al restauro della ceramica e che porta a Faenza un centinaio di restauratori, studenti e professionisti del settore per confrontarsi e dibattere su buone pratiche e tecniche specifiche.

 

Il tema della terza edizione è “Il restauro del restauro dei manufatti ceramici, tra rimozione e conservazione”. L’attenzione sarà rivolta a tutte le problematiche relative a restauri di oggetti che hanno già avuto in passato un intervento.

“Emerge già dal titolo il duplice approccio alla tematica del restauro del restauro” spiega la conservatrice del MIC Faenza Valentina Mazzotti. “Da un lato la rimozione di un precedente intervento può avvenire per varie ragioni, dovute all’invecchiamento e alla perdita di efficacia e funzionalità dei materiali di restauro oppure alla loro incompatibilità con l’opera, che può manifestarsi anche con danni a carico della ceramica. L’eliminazione dei materiali aggiunti nel corso di interventi pregressi, seppur necessaria, implica spesso difficoltà che aumentano in base alla coesione del materiale applicato al manufatto ceramico”.

Durante la giornata verrà valutato anche l’approccio conservativo delle stratificazioni pregresse, soprattutto in riferimento a restauri storicizzati che hanno comportato una reinterpretazione dell’opera (si pensi all’assemblaggio di frammenti pertinenti a vari manufatti ceramici) o l’integrazione di parti mancanti.

“Il mantenimento delle tracce di questi antichi interventi» continua Claudia Casali “presuppone la valutazione critica dei segni del ‘passaggio dell’opera attraverso il tempo’ e delle inesorabili metamorfosi da esso generate. Si tratta inoltre di tracce materiali utili per la storia dei restauri, che consentono di comprendere i processi di danneggiamento delle opere e le modalità con cui nel tempo vi si è posto rimedio”.

Gli interventi sono stati organizzati in tre macro aree: “Considerazioni e valutazioni sui restauri pregressi”, “Problematiche di intervento, la progettazione dello smontaggio del restauro” unita a un “Approfondimento analitico dei materiali rimossi. Supporto della diagnostica nelle fasi del restauro” e infine “Integrazioni o interazioni. Materiali a confronto”.

Al convegno interverranno restauratori e professionisti operanti in Italia sul fronte della formazione e della conservazione del patrimonio artistico, come l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Studio e Conservazione dei Beni archeologici, architettonici e storico artistici – CIBA – Università degli Studi di Padova, accanto a musei di vario ambito (Museo Archeologico Nazionale e Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, Museo Nazionale Romano di Roma, Musei di Strada Nuova di Genova, Museo d’Arte Orientale, Museo Diocesano di Padova).

Il 6 giugno (ore 16-18) il convegno sarà preceduto da un workshop di Hiroki Kiyokawa sulla tecnica giapponese di restauro kintsugi della ceramica.

Entrambi gli eventi sono a prenotazione obbligatoria entro il 31 maggio.Per prenotare il workshop sul kintsugi: 0546 697311, info@micfaenza.org. Per il convegno, iscrizione attraverso il modulo on line su www.micfaenza.org. Il MIC si trova in viale Baccarini 19.

Entrambi gli eventi sono resi possibili grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura e dagli Amici della Ceramica e del MIC di Faenza.


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CNA