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Navi da crociera alimentate da terra: il progetto entra nella fase finale
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11/08/2026
OMC chiude il 2025 con un utile di oltre 295mila euro
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10/08/2026
Luciano Boscolo Cucco dona un bragozzo di Chioggia a Michele de Pascale
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09/08/2026
Porto di Ravenna, traffici in crescita: oltre 14 milioni di tonnellate nel primo semestre
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07/08/2026
Si è spento Mirco Santi, tra i protagonisti della storia portuale ravennate
Fondatore di Sagem e dell'agenzia marittima che porta il suo nome, ha costruito un gruppo oggi presente in Italia, Slovenia e Austria. I funerali saranno celebrati sabato a Venezia
06/08/2026
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31/07/2026
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29/07/2026
Ponte mobile chiuso dall'1 al 14 settembre
per lavori di manutenzione straordinaria. Sarà messa a punto la viabilità alternativa
28/07/2026
Droni e Sup elettrici per i salvataggi, ma il moscone resta il simbolo della sicurezza in mare
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28/07/2026
Politica
Manifestazione No Vax, il sindaco scrive al Governo
De Pascale chiede "il riconoscimento della legittimità dello spostamento, in scenario rosso o arancione, ai soli partecipanti a manifestazione, provenienti dal medesimo territorio comunale o, al più, dal territorio provinciale"
13 aprile 2021 - In seguito alla manifestazione del Movimento 3V - Vaccini Vogliamo Verità tenutasi sabato scorso 10 aprile, il sindaco Michele de Pascale ha inviato ai ministri Lamorgese e Speranza la lettera che riportiamo di seguito.
Alla signora ministra degli Interni
Luciana Lamorgese
Al signor ministro della Salute
Roberto Speranza
Ravenna, 13 aprile 2021
Onorevole Ministra, Onorevole Ministro,
desidero sottoporre al Governo, per Vostro tramite, la seguente questione.
Nel corso della giornata di sabato 10 aprile 2021, la piazza principale della Città di Ravenna è stata interessata dalla manifestazione pubblica "Movimento 3V - Vaccini Vogliamo Verità", rientrante tra le iniziative consentite a norma dell'art. 10 del DPCM 2 marzo 2021.
La manifestazione, il cui diritto costituzionale non è in discussione, ha destato sensi di profonda indignazione tra i cittadini, me compreso, per l'irresponsabile comportamento di numerosi partecipanti, inosservanti dell'obbligo di rispetto delle più elementari misure di contenimento, a tutti note, vale a dire, l'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale e, soprattutto, l'obbligo di indossare correttamente i dispositivi di protezione insividuale delle vie respiratorie.
A riprova, la Polizia Locale del Comune, all'interno dei servizi di specifica competenza - impeccabilmente predisposti dal Questore secondo le più ampiamente condivise linee di indirizzo, puntualmente convenute, grazie alla sempre preziosa e indefessa attenzione del Prefetto, in seno al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica - accertava e sanzionava una parte delle predette trasgressioni, identificando compiutamente diverse persone, tutte provenienti da territori ubicati al di fuori della provincia di Ravenna.
L'esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l'analisi delle discussioni sui social network, consentivano inoltre di stabilire che, più in generale, la quasi totalità dei partecipanti, provenendo da fuori Ravenna, si era spostata oltre il proprio territorio comunale e che tale prassi, in una sorta di "appuntamento fisso settimanale", si reitera da tempo, tanto da essere divenuto il pretesto per dare corso a vere e proprie "gite fuori porta". Saggio della verità di quanto precede è offerto dall'acclarata circostanza che taluni "gita-manifestanti", a margine della manifestazione, tentavano di coniugare la protesta con una, tanto estemporanea quanto purtroppo ad oggi tuttora impossibile, visita ai monumenti di Ravenna.
Orbene, nella giornata del 10 aprile, l'Emilia Romagna ricadeva in Zona Rossa e i suoi abitanti, dunque, soggiacevano alla più stringente declinazione del "divieto di spostamento". Ciò nonostante, in assenza di una espressa misura - non rinvenibile nella lettura del citato articolo 10 - le centinaia di persone confluite sulla piazza di Ravenna hanno potuto invocare - con ogni logica, pretestuosamente - il diritto di riunione quale giustificazione allo spostamento, in spregio, tuttavia, all'altrettanto sacro diritto alla tutela della salute, che i cittadini di Ravenna, con esemplare correttezza e quotidiano sacrificio, onorano con la più diffusa e convinta adesione alle difficili regole del momento.
Rivolgo pertanto il più accorato appello affinché, nei limiti del perimetro costituzionale che, in materia di diritto alla libera circolazione, prevede comunque limitazioni per motivi di sanità o di sicurezza, sia arginato, con l'urgenza del caso, il deprecabile fenomeno sopra descritto, mediante l'adozione delle più adeguate e proporzionali misure quale, ad esempio, il riconoscimento della legittimità dello spostamento, in scenario rosso o arancione, ai soli partecipanti a manifestazione, provenienti dal medesimo territorio comunale o, al più, dal territorio provinciale.
È in ogni caso offensivo per milioni di lavoratori, studenti e imprese vedere organizzate manifestazioni, sempre da parte dei medesimi soggetti che, sistematicamente, oltre a divulgare argomentazioni prive di alcun fondamento e spesso pericolose per la salute delle persone, mostrano di non avere alcun rispetto per le norme di contenimento della pandemia.
Ringraziandovi per il vostro prezioso impegno, vi invio i miei più cordiali saluti
Michele de Pascale
Sindaco di Ravenna e presidente della Provincia
© copyright la Cronaca di Ravenna
Alla signora ministra degli Interni
Luciana Lamorgese
Al signor ministro della Salute
Roberto Speranza
Ravenna, 13 aprile 2021
Onorevole Ministra, Onorevole Ministro,
desidero sottoporre al Governo, per Vostro tramite, la seguente questione.
Nel corso della giornata di sabato 10 aprile 2021, la piazza principale della Città di Ravenna è stata interessata dalla manifestazione pubblica "Movimento 3V - Vaccini Vogliamo Verità", rientrante tra le iniziative consentite a norma dell'art. 10 del DPCM 2 marzo 2021.
La manifestazione, il cui diritto costituzionale non è in discussione, ha destato sensi di profonda indignazione tra i cittadini, me compreso, per l'irresponsabile comportamento di numerosi partecipanti, inosservanti dell'obbligo di rispetto delle più elementari misure di contenimento, a tutti note, vale a dire, l'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale e, soprattutto, l'obbligo di indossare correttamente i dispositivi di protezione insividuale delle vie respiratorie.
A riprova, la Polizia Locale del Comune, all'interno dei servizi di specifica competenza - impeccabilmente predisposti dal Questore secondo le più ampiamente condivise linee di indirizzo, puntualmente convenute, grazie alla sempre preziosa e indefessa attenzione del Prefetto, in seno al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica - accertava e sanzionava una parte delle predette trasgressioni, identificando compiutamente diverse persone, tutte provenienti da territori ubicati al di fuori della provincia di Ravenna.
L'esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l'analisi delle discussioni sui social network, consentivano inoltre di stabilire che, più in generale, la quasi totalità dei partecipanti, provenendo da fuori Ravenna, si era spostata oltre il proprio territorio comunale e che tale prassi, in una sorta di "appuntamento fisso settimanale", si reitera da tempo, tanto da essere divenuto il pretesto per dare corso a vere e proprie "gite fuori porta". Saggio della verità di quanto precede è offerto dall'acclarata circostanza che taluni "gita-manifestanti", a margine della manifestazione, tentavano di coniugare la protesta con una, tanto estemporanea quanto purtroppo ad oggi tuttora impossibile, visita ai monumenti di Ravenna.
Orbene, nella giornata del 10 aprile, l'Emilia Romagna ricadeva in Zona Rossa e i suoi abitanti, dunque, soggiacevano alla più stringente declinazione del "divieto di spostamento". Ciò nonostante, in assenza di una espressa misura - non rinvenibile nella lettura del citato articolo 10 - le centinaia di persone confluite sulla piazza di Ravenna hanno potuto invocare - con ogni logica, pretestuosamente - il diritto di riunione quale giustificazione allo spostamento, in spregio, tuttavia, all'altrettanto sacro diritto alla tutela della salute, che i cittadini di Ravenna, con esemplare correttezza e quotidiano sacrificio, onorano con la più diffusa e convinta adesione alle difficili regole del momento.
Rivolgo pertanto il più accorato appello affinché, nei limiti del perimetro costituzionale che, in materia di diritto alla libera circolazione, prevede comunque limitazioni per motivi di sanità o di sicurezza, sia arginato, con l'urgenza del caso, il deprecabile fenomeno sopra descritto, mediante l'adozione delle più adeguate e proporzionali misure quale, ad esempio, il riconoscimento della legittimità dello spostamento, in scenario rosso o arancione, ai soli partecipanti a manifestazione, provenienti dal medesimo territorio comunale o, al più, dal territorio provinciale.
È in ogni caso offensivo per milioni di lavoratori, studenti e imprese vedere organizzate manifestazioni, sempre da parte dei medesimi soggetti che, sistematicamente, oltre a divulgare argomentazioni prive di alcun fondamento e spesso pericolose per la salute delle persone, mostrano di non avere alcun rispetto per le norme di contenimento della pandemia.
Ringraziandovi per il vostro prezioso impegno, vi invio i miei più cordiali saluti
Michele de Pascale
Sindaco di Ravenna e presidente della Provincia
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