Notizie dal porto
Traffici in crescita del 5,8% nel primo quadrimestre
Maggio 2026 registra un +5,1% rispetto allo stesso mese 2025
08/06/2026
Fedespedi, container in calo nei porti italiani: Ravenna tiene mentre cambiano le rotte del Mediterraneo
All’assemblea per gli 80 anni della Federazione, a Genova presente anche l'associazione ravennate degli Spedizionieri. Cresce il ruolo della Turchia nei traffici tra Asia ed Europa
05/06/2026
Emergenza caldo, stop al lavoro nelle ore più a rischio nei piazzali della logistica
La Regione emana l’ordinanza valida fino al 15 settembre 2026: tutele per lavoratori di agricoltura, edilizia, florovivaismo, cave, rider e aree logistiche nei giorni con livello di rischio “alto” segnalato da Worklimate
04/06/2026
Ferretti conferma la scommessa su Ravenna: incontro tra Barattoni e il presidente Tonny Tan
In Municipio confronto sul futuro del gruppo e sul polo produttivo al porto San Vitale. Il sindaco: «Gli investimenti rafforzano il ruolo di Ravenna come capitale dell’economia del mare e della cantieristica»
04/06/2026
Mingozzi: «Faenza per l'Alta Velocità, ma il porto ha bisogno di nuove infrastrutture»
Nel dibattito sulla nuova fermata ferroviaria l'esponente del PRI rilancia il raddoppio della Ravenna-Castel Bolognese, il secondo accesso allo scalo e il collegamento ferroviario con la Trattaroli
02/06/2026
Attacco alla MSC Sariska V, la solidarietà di Assoporti al gruppo MSC
«Attacchi come questo non colpiscono soltanto una singola impresa, ma mettono a repentaglio la sicurezza della navigazione, la libertà dei commerci e la stabilità degli scambi internazionali». Preoccupazione per le tensioni nello Stretto di Hormuz
02/06/2026
Itama 70, varata a Ravenna la prima unità del nuovo open firmato Ferretti Group
Il debutto nel nuovo sito produttivo ravennate: 21 metri di eleganza e prestazioni, design Vallicelli e interni IdeaeItalia. Velocità fino a 40 nodi e nuove soluzioni per vivere il mare tra comfort, tecnologia e stile mediterraneo
28/05/2026
Ravenna-Parma, nasce l’asse della logistica tra porto, interporto e ferrovia
Sapir e Cepim rafforzano la collaborazione per collegare Adriatico e Tirreno. Al centro del confronto la ZLS dell’Emilia-Romagna, l’intermodalità ferroviaria e i grandi corridoi europei delle merci
28/05/2026
Fermerci al Governo: «Il trasporto ferroviario merci è in crisi da quattro anni. Servono misure urgenti»
Carta: «I treni merci si fermano per consentire i lavori del PNRR senza ricevere ristori». Nel 2025 traffico in calo dell’8%, l’associazione chiede misure urgenti per sostenere il settore ferroviario merci
25/05/2026
Concluso con successo il festival DePortibus organizzato da Italian Blue Growth
All'evento hanno partecipato i ministri Crosetto, Giorgetti, Lollobrigida, Urso e il viceministro Rixi, i due presidenti di Regione De Pascale e Bucci e i rappresentanti del cluster marittimo
25/05/2026
Politica
Tegole dal tetto, Fratelli d'Italia incalza: «Basta nascondersi dietro l'ideologia»
«Poteva finire in tragedia»: attacco all’Amministrazione su prevenzione e responsabilità. Chieste risposte su controlli e interventi mancati.
«Quanto accaduto in via Fiume Abbandonato non è solo un fatto di cronaca gravissimo, ma il simbolo di una gestione della sicurezza urbana che a Ravenna mostra sempre più crepe. Un giovane di 24 anni, già seguito dal Centro di Salute Mentale e, da quanto emerso, già protagonista di episodi analoghi, ha tenuto in scacco un intero quartiere lanciando tegole dal tetto, distruggendo auto, danneggiando abitazioni e impianti fotovoltaici. Solo per una fortunata coincidenza oggi non stiamo parlando di vittime».
Lo affermano Nicola Grandi, Falco Caponegro, Patrizia Zaffagnini, Anna Greco (consiglieri comunali di Fratelli d’Italia).
«Come Fratelli d’Italia ribadiamo un principio chiaro: Ravenna deve restare una città solidale, umana e inclusiva. Ma proprio per difendere questi valori non possiamo accettare che la sicurezza venga sacrificata sull’altare del buonismo, né che ogni richiesta di verità e responsabilità venga liquidata come polemica o strumentalizzazione».
«Sia altrettanto chiaro un altro punto: sentire dire che “si doveva sparare” è inaccettabile e indegno di una città civile. Ravenna non ha bisogno di odio, né di istinti da Far West. Ma rifiutare la barbarie verbale non significa affatto chiudere gli occhi davanti alla realtà. Ed è qui che l’amministrazione sbaglia profondamente: ancora una volta, invece di affrontare il problema, preferisce rifugiarsi nella solita reazione ideologica, quasi che porre domande sulla sicurezza significhi automaticamente essere dalla parte sbagliata».
«L’attacco politico all’amministrazione, a questo punto, non solo è legittimo, ma doveroso. È inaccettabile che il Sindaco, invece di fornire risposte chiare ai cittadini terrorizzati e danneggiati, scelga la strada dello scontro dialettico contro l’opposizione. I ravennati non chiedono lezioni morali: chiedono di sapere se quanto accaduto si poteva evitare, chi dovesse vigilare, chi abbia preso certe decisioni e se vi siano stati passaggi sottovalutati».
«La domanda è semplice e non può essere elusa: perché non si è intervenuti prima? Se il soggetto era già stato denunciato un mese fa per un episodio simile, com’è possibile che sia stato lasciato in condizione di colpire ancora? Se era già seguito dai servizi sanitari, occorre capire se siano stati adottati tutti gli strumenti previsti, se i protocolli abbiano funzionato e se vi siano responsabilità istituzionali o amministrative. Il Sindaco, nella sua veste di autorità sanitaria locale, non può sottrarsi a questo dovere di chiarezza. La prevenzione non può essere un concetto astratto: o funziona, o siamo di fronte a un fallimento».
«Nelle ultime settimane, del resto, i fatti di cronaca hanno riportato con forza alla luce problemi che da tempo denunciamo. La zona Speyer continua a essere teatro di episodi che alimentano degrado e insicurezza, tra scontri, spaccio, risse, accoltellamenti e danneggiamenti. A questo si è aggiunto il gravissimo episodio del marocchino che ha molestato un’anziana in ospedale, un fatto agghiacciante che ha profondamente colpito la città. Ora arriva anche il caso del tunisino che ha devastato un tetto mettendo a rischio un intero quartiere. Davvero qualcuno pensa ancora di poter liquidare tutto questo come una somma di episodi scollegati tra loro? Non si tratta di alimentare paure, ma di prendere atto che esiste un problema che la sinistra ravennate continua a sottovalutare o a leggere solo attraverso la lente dell’ideologia».
«Appare inoltre sempre più evidente l’inadeguatezza politica di chi oggi gestisce le deleghe alla sicurezza. Una materia così delicata richiede presenza costante, capacità di coordinamento tra servizi sociali, sanitari e forze dell’ordine, presidio del territorio e assunzione di responsabilità. Se tutto questo manca, allora il problema non è solo tecnico, ma pienamente politico».
«Ma dietro questa vicenda non c’è soltanto una discussione sulla sicurezza urbana. C’è una famiglia ravennate che oggi si ritrova con la casa devastata, danni economici ingenti e la consapevolezza di avere sfiorato una tragedia. Queste persone non possono essere lasciate sole. Chiediamo che l’amministrazione si attivi immediatamente per chiarire chi risarcirà i danni e per garantire un’assistenza concreta a chi ha subito le conseguenze di questa vicenda».
«Ravenna non ha bisogno di sceriffi, ma nemmeno di una sinistra che chiude gli occhi davanti al degrado e all’insicurezza crescente. Ha bisogno di un’amministrazione capace di guardare in faccia la realtà, di prevenire i rischi prima che esplodano e di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».
«La nostra richiesta è semplice: meno slogan, meno ideologia, meno autoassoluzioni. Più sicurezza, più controlli, più prevenzione, più verità sulle responsabilità e più vicinanza concreta ai cittadini».
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Politica
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