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Politica

Variante al PAI PO, anche CNA chiede un dialogo costruttivo

Necessario un dialogo ampio con l’Autorità di bacino e tutte le Amministrazioni coinvolte

11 marzo 2026 -

CNA Ravenna sostiene le Amministrazioni del territorio in questo momento di confronto con l’Autorità di bacino sulla variante al PAI PO e concorda nelle valutazioni presentate, soprattutto sulla necessità di un confronto ampio approfondito e puntuale anche in virtù dei riflessi che tutto questo ha sui piani regolatori.

“Il territorio della provincia di Ravenna è caratterizzato da vaste aree sotto il livello del mare e da una complessa rete di canali, oltre a un’area collinare molto fragile da attenzionare in modo particolare e dalla quale occorre partire per progettare le opere di mitigazione dei rischi geologici e idraulici” dichiara Matteo Leoni Presidente della CNA Territoriale di Ravenna. “Difficile, al momento, stimare gli impatti economici della variante – prosegue il Presidente – poiché le aree coinvolte sono vaste e comprendono numerosi contesti produttivi e urbani. Le imprese temono che le nuove norme possano irrigidire le procedure e rallentare investimenti già programmati”.

“Un nodo centrale riguarda la corretta informazione alle comunità locali – commenta Massimo Mazzavillani, Direttore generale della CNA Territoriale di Ravenna - occorre spiegare metodi, previsioni e opere previste, così da garantire trasparenza e consapevolezza. CNA sollecita, inoltre, una fase transitoria che preceda l’applicazione delle nuove regole, per evitare blocchi nell’attività urbanistica. Fondamentale anche verificare la coerenza tra i nuovi tiranti idraulici elaborati da ADBPO e quelli finora utilizzati dai Comuni, così da non paralizzare espansioni e interventi in programma. In questo contesto di incertezza e necessità di maggiori approfondimenti puntuali, riteniamo comunque importante la proroga, appena comunicata, del termine per presentare le osservazioni dal 30 marzo al 31 maggio 2026”.

CNA Ravenna concorda con i sindaci del territorio e sollecita una concertazione ampia tra Ministero, Autorità di Bacino del Po, Regione, Comuni e Associazioni imprenditoriali, per definire un equilibrio tra sicurezza idraulica e continuità economica.

L’Associazione chiede, inoltre, tempi rapidi per fornire agli uffici tecnici comunali gli strumenti necessari a rispondere alle imprese che stanno pianificando nuovi investimenti. “Un sistema che investe è un pilastro di coesione sociale”, sottolinea CNA.




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