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Politica

Variante al PAI PO, i sindaci chiedono chiarimenti su aree allagabili e priorità degli interventi

Lettera all’Autorità di bacino del Po: richiesto un tavolo di lavoro su tracimazione controllata, aree montane e criteri per le delocalizzazioni. Prorogato al 31 maggio il termine per le osservazioni

11 marzo 2026 -

I sindaci della provincia di Ravenna — Ravenna, Russi, Bassa Romagna e Romagna Faentina — chiedono un confronto per chiarire diversi aspetti ancora incerti della variante al Pai, il piano per l’assetto idrogeologico pubblicato il 30 dicembre dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po per la difesa del territorio dalle alluvioni. In particolare sollevano dubbi sulle casse di espansione e laminazione e soprattutto sulle aree allagabili a tracimazione controllata.

Pur definendo la variante Pai un primo punto di svolta per progettare nuove opere, i sindaci evidenziano alcune incertezze: il documento non definisce un ordine di priorità tra gli interventi previsti, risulta incompleto per quanto riguarda le aree montane — dove affronta solo il tema delle frane — e non chiarisce le problematiche urbanistiche connesse alle aree di tracimazione controllata, che dovrebbe rappresentare l’ultima possibilità di governo delle acque. Per questo chiedono che l’individuazione di queste aree avvenga attraverso un confronto preventivo con enti locali e Consorzi di bonifica e sollecitano anche la definizione dei criteri per le delocalizzazioni.

I sindaci chiedono quindi l’attivazione di un tavolo di lavoro con l’Autorità di bacino del Po per contribuire alla definizione del piano ed evitare contrapposizioni tra territori e istituzioni. Intanto l’Autorità ha prorogato dal 30 marzo al 31 maggio il termine per la presentazione delle osservazioni alla variante Pai, anche alla luce delle richieste arrivate dal territorio e della complessità tecnica del documento.




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