Ravenna Festival. Grandi talenti di oggi e di domani | la CRONACA di RAVENNA

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Cultura

Ravenna Festival. Grandi talenti di oggi e di domani

Spettacolare gala di danza classica e moderna, al Pala De Andrè, a conclusione di una settimana di masterclass per allievi da tutto il mondo

26 giugno 2026 -

Grande serata di balletto, classico e moderno, giovedì 25 giugno al Pala De Andrè, nell’ambito di Ravenna Festival, grazie allo Youth American Grand Prix (nella sua versione europea), network globale che ha rivoluzionato il mondo della danza, diventando la prima risorsa di talenti per scuole d’eccellenza e grandi compagnie.

E’ infatti grazie a questa geniale iniziativa che, da un quarto di secolo, il grande balletto internazionale si incrocia con la storia proprio dello Youth American Grand Prix, in special modo, nel format completo, ovvero una settimana di masterclass per allievi di tutto il mondo, seguita dal suo spettacolo “firma”: il Gala Stars of Today Meet the Stars of Tomorrow”.

Ed è proprio questo lo spettacolo andato trionfalmente in scena a Ravenna, a coronamento di sei giorni di lezioni intensive, che dal quartier generale del Teatro Alighieri, hanno trovato accoglienza anche in studi di danza come l’International Dance Association IDA, nel settecentesco Palazzo Spreti.
Parliamo di  “affluenza” artistica di circa duecento allievi da trentatré  Paesi, dall’America del Nord e del Sud all’Africa, dall’Europa Occidentale all’Estremo Oriente, e naturalmente, da tutt’Italia. Bastava girare in questi giorni in centro, e tale “benefica invasione” era visibile in ogni spazio cittadino.

Galà d’eccezione, dicevamo, ricco di nuovi talenti affiancati da già affermate stelle (molti ex alunni dello YAGP). Tutti i giovani delle masterclass, infatti, hanno preso parte allo spettacolare Grand Défilé su musica di Cajkovskij, che sul modello della storica parata del Ballet de Opéra di Parigi, ha aperto coreograficamente il programma.

A seguire, via, via, protagonisti del calibro di Maria Khoreva e Jeon Minchul del Mariinskij, Polina Semionova, Martin ten Kortenaar e David Motta Soares dello Staatsballett di Berlino, Adji Cissoko dell’Alonzo King Lines Ballet, nonché Nnamdi Nwagwu,
italiano di origini nigeriane, già allievo dello YAGP, oggi rinomato coreografo, assai apprezzato anche sulle scene d’avanguardia. Fra le stelle di maggior rilevo, la 17enne Crystal Huang, americana di origini orientali, da bambina stellina della danza “commercial”, ad oggi, “trainee” (stagista) al San Francisco Ballet; e l’altra diciassettenne di grandi prospettive,  Natasha Furman, statunitense di famiglia russa (d’arte), già bambina prodigio, ospite ormai fissa del Gala YAGP: direttamente dalla leggendaria Accademia Vaganova di San Pietroburgo, si è magistralmente esibita  nella “Tarantella” di “Aniuta”, balletto cechoviano di Vladimir Vassiliev. Sensazionale, la frizzante performance  dei nuovi fenomeni del balletto giapponese, i gemelli dodicenni Sota e Yuto Teranishi, virtuosi da capogiro in un’inedita doppia variazione dal balletto Don Chisciotte

Ancora da San Pietroburgo, ma dal Balletto Mariinskij, i primi solisti Maria Khoreva e Minchul Jeon, lei russa di nascita, lui sudcoreano, giovani stelle in grandissima ascesa, dotati di incredibile tecnica e inconfondibile stile (russo), protagonisti applauditissimi nel Pas de Deux detto “del Cigno Nero”, dal balletto “Il Lago dei Cigni”. Maria Khoreva, poi, ha mirabilmente accompagnato, nel passo a due da “Don Chisciotte”, un altro grandissimo protagonista, il “primo ballerino” David Motta Soares, brasiliano, diplomato alla scuola del Teatro Bol’šoj, il quale, dopo la compagnia moscovita, ha trovato al Berlin Staatsballett una nuova casa.
Una strada, quella dalla Russia alla Germania e all’Occidente, già percorsa dalla stella più celebre della serata, Polina Semionova, prima ballerina al Berlin Staatsballett, splendida “Tatiana” nel passo a due finale dal balletto “Onegin” di John Cranko, ma anche “Dea contemporanea” in un passo a due di David Dawson. Accanto a lei, il primo ballerino Martin ten Kortenaar, canadese di nascita e formazione: le sue sono linee eleganti da “danseur noble”.

Tra i “guests” dalla vocazione contemporanea, grande successo ha riscosso anche l’impeccabile Adji Cissoko, artista di punta della compagnia Alonso King Lines, in un suggestivo “Where is there love?”, e i giovani allievi dell’YAGP, grazie alle geniali intuizioni coreografiche di due grandi nomi della scena attuale: Ohad Naharin con il travolgente “Echad Mi Yodea”, e Sharon Eyal con la seducente “In to the Hairy”.

Lo Youth Grand Prix Europe, con cui l’organizzazione si è presentata a Ravenna, è gemello europeo dell’originale americano Youth American Grand Prix (YAGP), con sede a New York, dove è stato fondato da Larissa Saveliev, sua direttrice artistica. È la più grande competizione per allievi di tutto il mondo, ai quali è offerta l’opportunità di ottenere borse di studio nelle migliori accademie. Fondazione no profit per l’educazione alla danza, YGP persegue la mission di supportare allievi fuoriclasse tra i 9 e i 19 anni, di qualsiasi condizione economica, appartenenza etnica, provenienza geografica.

A guidarli insegnanti d’eccellenza; a Ravenna anche maestri italiani quali Frédéric Olivieri e Paola Vismara del Teatro Alla Scala e della sua Accademia, Vincenzo Capezzuto (già Aterballetto e Teatro San Carlo), ma anche Natalia Bashkatova (già Bol’šoj e Cirque du Soleil) e altri ancora dei programmi di formazione del San Francisco Ballet, dello Stuttgart Ballet e della Princess Grace Academy di Monaco. 




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