Ravenna in corsa per Capitale italiana del mare 2026 | la CRONACA di RAVENNA

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13/04/2026

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Cultura

Ravenna in corsa per Capitale italiana del mare 2026

Presentato il dossier al ministero: piano da 8 milioni, 71 eventi e tre filoni tematici. Il verdetto il 1° febbraio 2026, in palio un contributo da un milione di euro

22 gennaio 2026 -

Anche il Comune di Ravenna ha presentato al ministero della Protezione civile e delle Politiche del mare il dossier per candidarsi a Capitale italiana del mare. Il vincitore sarà svelato il 1° febbraio 2026 e riceverà un contributo di 1 milione di euro. 
La proposta di Ravenna si fonda su un piano economico di 8 milioni di euro e in caso di assegnazione il premio sarà utilizzato per valorizzare quanto già programmato, tra cui 71 eventi culturali, sportivi, musicali e gastronomici, per accelerare nuove intese e avviare anche un premio nazionale “Donna Mare”.

I partecipanti dovevano presentare progetti di valorizzazione del territorio e della cultura marinara e quelli di Ravenna si dividono in tre filoni di lettura: “Ravenna 2026 cittadinanza blu e civiltà del mare”, “A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare”, “Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu dell’Italia”. 
Il dossier li dedica all’educazione al mare con attività per giovani e scuole e investimenti per spazi didattici al Cestha e al Museo Classis. Approfondisce anche la trasformazione della città dall’anno teodoriciano alla rigenerazione della Darsena. 
Si focalizza inoltre su turismo, crociere, vita sulla costa e fruizione sostenibile, come il Parco Marittimo.
Infine, l’attività del porto, i traffici, l’alta formazione post diploma e universitaria e le iniziative promozionali come il festival De Portibus previsto per fine maggio.
Al premio potevano partecipare tutti i Comuni costieri, quindi i concorrenti sono numerosi a partire da Genova, Livorno, Gaeta, Cagliari, Palermo, Messina, Brindisi, Ancona, Riccione e Bellaria, solo per citarne alcuni. 
Il sindaco Alessandro Barattoni ha sottolineato che il riconoscimento restituisce centralità alle città costiere e portuali come Ravenna. «Pur nella consapevolezza degli 8mila chilometri di costa italiani, la candidatura nasce con l’obiettivo di creare una connessione più ampia e trasversale tra i soggetti che operano nel settore, istituzionalizzando una rete di attori locali destinata a lavorare insieme e a investire per il bene del territorio, indipendentemente dall’esito finale».

«Ravenna, città dalla storia millenaria – ha aggiunto - guarda al futuro grazie a un porto di rilievo internazionale e affronta sfide centrali come la rigenerazione urbana, in particolare nell’area della Darsena, improntata a sostenibilità ambientale e inclusività sociale. Un tema prioritario è anche la conciliazione tra qualità della vita, flussi turistici e funzione portuale, con Ravenna scalo di riferimento dell’Emilia-Romagna e, con il nuovo Terminal Crociere Home Port di Porto Corsini, polo di attracco moderno, multifunzionale e sempre più internazionale».

Il sindaco ha evidenziato inoltre il ruolo delle componenti dell’economia marittima, la diffusione della conoscenza del mare, la tutela della biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse marine, ricordando che Ravenna ospiterà la prima area protetta marina con fondali sabbiosi tra Lido di Dante e Lido di Classe. Il riconoscimento di Capitale italiana del Mare potrebbe rafforzare visibilità e progettualità, nel segno della trasversalità e di una comunità del mare aperta ai cittadini e al Paese. «Ravenna  - ha concluso - è una città abituata a fare rete, fondendo competenze e anime diverse, dalla tradizione storico-artistica a un mare che continua a proiettare l’immagine della città nel mondo.

Il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna Giorgio Guberti afferma che il mare rappresenta per Ravenna una risorsa strategica e una grande opportunità, rendendo la candidatura a Capitale italiana del Mare 2026 una scelta naturale e necessaria. Evidenzia che l’economia del mare non riguarda più solo cantieristica, pesca e turismo costiero, ma include energie rinnovabili marine, biotecnologia, logistica portuale avanzata, ricerca scientifica e applicazioni dell’Intelligenza Artificiale. La blue economy a Ravenna, che vale 936,4 milioni di euro, con 15.944 occupati e 2.549 imprese, è una realtà in rapida evoluzione che richiede strumenti capaci di connettere dati, territori, imprese e istituzioni. Connessioni, infrastrutture e competitività sono elementi centrali per lo sviluppo, anche in relazione alla Zona Logistica Semplificata e alle progettualità legate al porto di Ravenna».

Roberto Cantagalli - capo Area Cultura e Turismo del Comune di Ravenna - ha messo l’accento su come il lavoro svolto in questi mesi abbia posto le basi per l’attività futura. «Grazie alla candidatura – ha dichiarato - tutti gli attori del sistema portuale e la rete dei soggetti pubblici e privati attraverso i quali si sviluppa la relazione fra la città e il mare, hanno deciso di condividere una visione di futuro, hanno definito obiettivi comuni e hanno delineato un sistema partecipativo di governance destinato a durare nel tempo. Attraverso la candidatura non vogliamo dimostrare di essere i migliori, ma vogliamo rafforzare le condizioni per continuare a migliorarci».

A coordinare l’intenso lavoro di raccordo e di messa in rete dei materiali è stata Emanuela Medeghini, responsabile dell’unità operativa Politiche Europee del Comune di Ravenna: «Lavorare a questa candidatura – ha sottolineato - è stato entusiasmante: i contributi tempestivi e di qualità apportati dai nostri partner e dalle diverse strutture comunali, e la tenacia del team di candidatura, hanno dimostrato che siamo una squadra, capace e proattiva. La messa a sistema di linee strategiche e progettualità in corso, in logica multidisciplinare, ci ha consentito di tracciare uno stato dell’arte utilissimo, che ci restituisce l’immagine di una comunità del mare di Ravenna coesa, innovativa e aperta. Nel 2022 Ravenna è stata la sede dello European Maritime Day, sarebbe significativo se l’iniziativa Capitale italiana del mare ripartisse dalla dimensione europea, e da Ravenna, per valorizzare il ruolo delle città costiere per la crescita blu sostenibile e per dare conto delle sfide e delle soluzioni innovative che le città marittime e portuali come Ravenna affrontano con soluzioni innovative».

Al Tavolo hanno partecipato Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale "Nullo Baldini"; CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta progetto.




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