Vengo anch’io. Per un sapere senza barriere | la CRONACA di RAVENNA

Vengo anch’io. Per un sapere senza barriere

Ciclo di incontri organizzato da un'idea del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna in collaborazione con musei e biblioteche per riportare al centro dell'attenzione il ruolo della cultura e degli spazi che la promuovono

15 aprile 2024 - Tra aprile e giugno, cinque Comuni del ravennate ospiteranno sette iniziative culturali: è questo l’orizzonte del progetto “Vengo anch’io. Per un sapere senza barriere”. Un progetto che nasce dalla stretta collaborazione tra musei locali, biblioteche del territorio e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, da cui è partita l’idea di organizzare il ciclo d’incontri.

L’obiettivo dell’iniziativa? Riportare al centro dell’attenzione il ruolo della cultura e degli spazi che la promuovono e diffondono, in particolar modo in seguito ai disastri causati dall’alluvione. Anche le istituzioni culturali presenti sul territorio sono state pesantemente colpite: basti pensare alle decine di migliaia di documenti e libri travolti da acqua e fango, al patrimonio culturale distrutto o danneggiato a maggio dello scorso anno. L’argomento sarà dunque trattato in ognuno degli incontri previsti tra Ravenna, Lugo, Bagnacavallo, Faenza e Castel Bolognese, che si apriranno il 20 aprile per poi concludere il 27 giugno,

“Abbiamo proposto questo progetto, orientato agli enti di conservazione del patrimonio del territorio, in una circostanza drammatica - ha infatti spiegato Luigi Canetti, direttore uscente del Dipartimento di Beni Culturali -. Abbiamo sempre dimostrato una grande spinta a lavorare sul territorio e l’alluvione è stato un banco di prova della nostra capacità e desiderio di collaborare con il territorio”.
Non poteva mancare, in quest’ottica, il ricordo dell’impegno concreto profuso da docenti e studenti dell’Ateneo durante l’emergenza, anche nell’intento di salvare opere e documenti storici dal fango.

Il Professor Michele Marchi, delegato alla “terza missione”, ossia l’impegno sul fronte civile del Dipartimento, ha poi svelato come in realtà l’idea originaria alla base del progetto sia sorta durante gli anni di pandemia: “Musei e biblioteche sono le vere avanguardie culturali sul territorio, spazi di speranza di fronte a una società sempre più atomizzata e individualizzata dalla pandemia”. Musei e biblioteche saranno gli spazi in cui avverrà l’incontro con il mondo universitario: “L’idea è quella di disseminare sul territorio ciò che viene portato avanti a livello di didattica e ricerca” ha concluso Marchi.

Ma entriamo nel dettaglio dei sette appuntamenti.
Il salvataggio, durante l’alluvione, del museo Tramonti di Faenza sarà il tema centrale dei tre incontri accomunati dal titolo “La storia virtuosa dei salvatori dell’arte”.
Il primo si terrà al MAR di Ravenna sabato 20 aprile alle 16.30. Gli altri due sono previsti per sabato 18 maggio alle 17 al MIC di Faenza e martedì 28 maggio alle 18 al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo, con la presentazione del libro “Fai per bene” scritto da Milena Camposanti Tramonti.

Lunedì 22 aprile alle 17, invece, la Biblioteca Manfrediana di Faenza ospiterà un incontro dal titolo “Crescere lettrici e lettori: il futuro della lettura tra scuola e biblioteca”, mentre venerdì 3 maggio alle 17.15, alla biblioteca Trisi di Lugo, si parlerà di come “Curare la cultura: beni culturali tra salvaguardia e recupero”.

 

Alla Biblioteca Dal Pane di Castel Bolognese, infine, si terranno due incontri. Giovedì 23 maggio alle 18.30, Stefano Benazzi dell’Università di Bologna affronterà l’argomento “Origine e dispersione del Sapiens in Eurasia”; giovedì 27 giugno alle 10, a chiusura dell’intero ciclo di iniziative, il focus sarà posto sul tema “L’importanza della prevenzione in archivi e biblioteche: come gestire le emergenze”.

Alan Arrigoni


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