Daini, animalisti di nuovo campo | la CRONACA di RAVENNA

Daini, animalisti di nuovo campo

Ormai sono 600 gli esemplari nella pineta, il prefetto chiede di accelerare i tempi per ridurre il numero e partono le proteste

14 maggio 2022 - La decisione presa in prefettura durante la riunione del Tavolo faunistico provinciale, di accelerare il Piano di controllo dei daini presenti nella pineta di Classe "perchè il numero è fuori controllo", ha subito suscitato la reazione di un gruppo di associazioni animaliste (Animal Liberation, C.L.A.M.A. Ravenna odv, Cruelty Free, Gruppo d’Intervento Giuridico – delegazione di Ravenna, Italia Nostra sezione di Ravenna, LAC Emilia Romagna, Lega del Cane Bologna, OIPA ITALIA OdV – sezione di Ravenna).

Sotto l'impulso del prefetto Castrese De Rosa, entro 15 giorni verrà rivisto il Piano di controllo del 2021 per aggiornarlo ai numeri attuali di questa specie (almeno 600 capi), prevedendo la cattura di un certo numero di esemplari per trasferirli in altri territori.
Le associazioni evidentemente temono che, in caso di fallimento del tentativo di catturare i daini, si proceda con la caccia di selezione.

Per questo motivo le associazioni invitano tutti a mobilitarsi, in una manifestazione per salvare i daini della Pineta di Classe del Parco del Delta del Po, sabato 28 maggio, dalle ore 13 alle 16, in viale dei Lombardi angolo via canale Pergami, a Lido di Classe.

"Strage di daini a breve a Ravenna? Dopo anni di sensibilizzazione, proposte inascoltate, manifestazioni, dati evidenti forniti dalla Regione Emilia-Romagna (incidenti pressoché nulli e danni alle colture irrisori), cittadini sempre più numerosi a chiedere rispetto ed etica per i daini della Pineta di Classe, divenuti simbolo di bellezza e di speranza, Ravenna invece si affida ai cacciatori come ai tempi delle caverne e prepara un bagno di sangue? Il tutto in una zona del Parco del Delta del Po, in pieno periodo di nidificazione dell’avifauna e all’inizio della stagione turistica" dichiarano gli animalisti.

"Davvero poco chiari questi bliz preparati in gran segreto e senza motivi resi pubblici, nel frattempo che l’assessore regionale Mammi, interrogato infinite volte dalla consigliera del Gruppo misto Giulia Gibertoni, prendeva lungamente in giro i cittadini con i “trasferimenti” dei daini in altri luoghi di caccia, ed invece, per non sporcarsi le mani, aveva già trasferito la decisione agli enti locali. Non sono bastate le mobilitazioni di centinaia di persone provenienti da tutta Italia nel 2015, che a gran voce han chiesto per mesi tutela e rispetto, riuscendo a fermare le pallottole. Stando alla stampa, sembra non vi siano molti dubbi sulla frase: “attuare il piano di controllo” e sull’avvio di un’azione armata contro la fauna selvatica del Parco. In assenza di un programma chiaro, condiviso e pubblicato per tempo, dopo anni ed anni che se ne parla, non possiamo che pensare questo".

A seguito del tavolo tenutosi giovedì 12 maggio in Prefettura per l’“emergenza” daini - "emergenza non suffragata da alcun dato pubblico né da alcun censimento pubblico aggiornato - parrebbe che a breve avrà luogo una strage di daini e dei loro cuccioli nel periodo in cui avviene il parto, e proprio a ridosso delle spiagge all’inizio della stagione balneare. Nessuna valutazione su come questo fatto inciderà sulla famiglia di lupi presente, che si ciba di daini, e sul loro possibile periodo del parto.

Se così sarà, davvero uno sconcertante inizio per la nuova gestione del Parco del Delta del Po e per il nuovo Prefetto di Ravenna De Rosa. Disattese tutte le disposizioni di legge che prevedono l’attuazione in via prioritaria di metodi incruenti ed il rispetto del periodo di nidificazione. Nessun dissuasore installato, reti ridicole e disastrate a protezione delle strade, cittadini lasciati in balia degli eventi, e nessuna soluzione di quelle invece adottate da tutti i paesi civili lungo le strade che costeggiano parchi e zone naturali. Anziché considerare i daini della Pineta di Classe, ormai amati da tutti, una risorsa per il territorio e per il turismo, si cede alle lobbies venatorie che non ebbero soddisfazione nel lungo inverno del 2015. Vogliamo però ricordare, a meno che non decidano di sterminarli tutti, che questi provvedimenti sono completamente inutili, perché basta anche un solo daino per provocare un incidente potenzialmente fatale, visto che le strade non sono messe in sicurezza come da anni chiedono le associazioni di tutela ambientale ed animale.

Se quanto sembra sarà confermato, invitiamo i turisti a boicottare le località balneari di un comune il quale, anziché programmare per tempo e far rispettare le leggi, si macchia di strage di innocenti. Attendiamo secca smentita su come si intenderà procedere".


Nella foto: un folto branco di daini usciti dalla pineta di Classe


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