Via l'automedica da Lugo, è polemica anche tra sindacato medici e responsabili del Pronto Soccorso romagnolo | la CRONACA di RAVENNA

Via l'automedica da Lugo, è polemica anche tra sindacato medici e responsabili del Pronto Soccorso romagnolo

Rivista l'organizzazione in seguito alla carenza di personale per i casi di emergenza

01 dicembre 2022 - E’ polemica in seguito al provvedimento di togliere a Lugo la presenza dell’automedica. La sospensione è scattata oggi ed è stata decisa dall’Unità operativa Complessa Centrale 118 a causa seguito dell’”aggravata carenza di personale medico in cui versa il pronto soccorso di Lugo”.

Da oggi quindi, in provincia di Ravenna sono operative solo 2 automediche che partiranno dalla centrale operativa 118 di Ravenna e dalla Casa della Salute di Cotignola. Quest’ultima dovrà servire un territorio che comprende i Comuni della Bassa Romagna e tutta l’area faentina fino a Modigliana. 

La decisione ha scatenato la polemica degli amministratori locali, contrari al ‘taglio’ dell’automedica, mentre lo Snami, il sindacato dei medici dell'Emilia-Romagna, attacca l'Ausl Romagna e definisce "una follia” la decisione presa dalle autorità sanitarie.

Nella vicenda si inseriscono in serata il Dr. Maurizio Menarini -Direttore UO Centrale Operativa 118 ed emergenza territoriale Romagna e direttori e direttrici dei vari Pronto Soccorso delle città romagnole.

 

“Come professionisti del settore emergenza-urgenza e soccorso preospedaliero AUSL della Romagna – si legge nella nota - rimaniamo sconcertati nel leggere le affermazioni del sindacato SNAMI regionale, che reputiamo  altamente offensive nei nostri confronti, in quanto mettendo insieme argomenti distanti e distinti in modo pretestuoso , rischiano di creare inutili allarmismi nella popolazione.

Per rispetto dei cittadini a cui forniamo in scienza e coscienza il nostro operato, difficile e faticoso in tempi normali ed ancora di più oggi dopo le fasi più acute della pandemia, aggravato dalla carenza cronica di medici su tutto il territorio nazionale , ci sentiamo di rispondere alle infamanti accuse per sostenere la qualità della risposta fornita in AUSL della Romagna dalle reti di emergenza, pre- ed intraospedaliere.

Il sistema 118 Romagna ha una caratteristica unica, di prevedere su tutte le ambulanze la presenza di infermieri , consentendo in questo modo, all’arrivo del primo mezzo,  un intervento di soccorso sanitario.

La distribuzione delle ambulanze con infermiere sul territorio romagnolo consente di assicurare l’arrivo di un mezzo di soccorso avanzato a leadership infermieristica ben al di sotto dei tempi richiesti dai livelli essenziali di assistenza per il sistema 118 a livello nazionale, dimostrando pertanto un corretto soddisfacimento del fabbisogno

Il numero di automediche previsto con il nuovo riassetto, garantisce la medicalizzazione laddove necessaria, nei tempi consoni. E’ pertanto fuorviante il riferimento ad una indicazione di presenza riferita alla popolazione, contenuta nella nota Snami. La qualità di risposta è infatti determinata dai  tempi di soccorso e dalla disponibilità di una rete policentrica ospedaliera , come quella presente in AUSL della Romagna,  in grado di dare risposte in linea con le evidenze scientifiche. Dire che un “paese rimane senza ambulanza” è una vergognosa distorsione della realtà,  che rischia di  mettere  in apprensione i cittadini, in nome di una difesa esclusivamente corporativa.

 

“Lo diciamo con forza: il sistema proposto con questa iniziale rimodulazione delle automediche che prevede una dinamicità dell’impiego delle risorse disponibili, assicura il necessario supporto medico alla rete delle ambulanze infermieristiche sul territorio. E’ da sottolineare che il numero delle auto mediche, considerando anche l’elisoccorso come mezzo medicalizzato, è in AUSL della Romagna superiore ad altre province della regione.

 

Se poi entriamo nel dettaglio degli interventi delle automediche, in riferimento al territorio considerato, tale numero non supera i 3 interventi al giorno per ognuna di esse con un intervento medico ogni 8 ore in media, e spesso per interventi che non hanno caratteristiche di reale criticità clinica. Numeri che fanno pensare: i medici operanti in pronto soccorso sono oberati di casi, spesso di elevata complessità, mentre a pochi metri di distanza opera un medico che effettua un intervento ogni 8 ore in media, e soprattutto nelle ore notturne ha un numero di uscite non superiore ad una per notte. E’ del tutto evidente che già questi dati basterebbero a rivedere il modello, rafforzando la struttura ospedaliera di pronto soccorso dove il paziente trova la definitiva soddisfazione del suo bisogno di salute. La criticità delle risorse mediche con fuoriuscite mensili di professionisti ha portato a scegliere di comune accordo fra direttori di dipartimento di emergenza, di pronto soccorso e della centrale operativa e la direzione generale, la riduzione delle automediche garantendo la presenza di professionisti medici nei pronto soccorso, in primis quello di Lugo, che attualmente mostra le più evidenti criticità, in termini di carenza medica.

In merito al supposto ritardo di attivazione dei corsi per medici si sottolinea che solamente 7 sono le iscrizioni formalizzate su un totale di 25 posti messi a disposizione da AUSL della Romagna, tanto che AUSL ha richiesto alle altre AUSL regionali i nominativi di eventuali medici che sono rimasti esclusi dai corsi ivi organizzati. Un altro esempio di affermazioni strumentali, non basate su dati oggettivi, che creano totale disinformazione”.


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