"Viva Ravenna" da oggi, giovedì, raccoglie firme per una petizione contro lo spegnimento notturno dei lampioni | la CRONACA di RAVENNA

"Viva Ravenna" da oggi, giovedì, raccoglie firme per una petizione contro lo spegnimento notturno dei lampioni

"La marcia per la luce" di venerdì 2 dicembre parte alle 19 in contemporanea da Porta Sisi (in fondo a via Mazzini) e dal piazzale Farini davanti alla stazione fino a piazza dell'Aquila (XX Settembre). Anche Ravenna in Comune aderisce all'iniziativa

01 dicembre 2022 - «Lo spegnimento dei lampioni è una scelta che non può essere accettata: le proteste trasversali che ne hanno accompagnato la partenza testimoniano appieno di una manovra del tutto autoreferenziale, che rischia di fare troppo male alla nostra città e che non può essere lasciata scorrere senza provare fino in fondo ad essere fermata».

Così la lista civica Viva Ravenna ribadisce la propria posizione e, dopo le mozioni in consiglio comunale, e la manifestazione prevista per domani venerdì 2 dicembre alle ore 19, e che ha ricevuto numerosissime adesioni, propone ora «una petizione con la quale si invita la giunta comunale a tornare sui suoi passi, rinunciando al modesto risparmio che la decisone porta e ripristinando sicurezza stradale e sociale riaccendendo le luci nelle ore notturne, una decisione che il sindaco stesso, in occasione delle ultime dichiarazioni pubbliche, non ha escluso».

La petizione, che ha come prima firmataria Paola Tizzone, «militante di Viva Ravenna della prima ora e già candidata a consigliere comunale nelle fila della lista civica, si pone l’ambizioso obiettivo di raccogliere il numero minimo di firme necessarie alla sua presentazione (350) nell’arco di una sola settimana, e nasce in seguito alle numerosissime richieste giunte specialmente attraverso i social».

La raccolta avrà inizio già nella giornata di oggi, giovedì 1 dicembre, per proseguire domani in occasione della manifestazione pubblica e poi ancora durante tutto il week end, in modo da presentare la petizione entro la prossima settimana per fare sì che la questione possa essere discussa al più presto.

Il testo  è questo: "i cittadini i chiedono di interrompere lo spegnimento della pubblica illuminazione valutando soluzioni alternative di risparmio energetico, sia di carattere economico/finanziario che pratico, quali ad esempio mantenere in funzione i lampioni con lampade a led, limitare lo spegnimento a quelli NON insistenti sulle strisce pedonali, valutare  la possibilità di alternare lampioni accesi a lampioni spenti, ridurne il grado di luminosità anziché spegnerli, e illuminare comunque le aree più a rischio per la circolazione stradale e per la sicurezza urbana".

Le firme possono essere apposte durante la “marcia per la luce” di domani (partenza in contemporanea alle ore 19 da porta Sisi / in fondo a via Mazzini e piazzale Farini davanti alla stazione) rivolgendosi ai rappresentanti di Viva Ravenna oppure presso
- il gruppo consigliare di Viva Ravenna in piazza del Popolo 1 nei normali orari di ufficio (9/12, il martedì dalle 15 alle 17,30)
- l’Hotel Diana - via Girolamo Rossi 47 (dalle 7 alle 23)
- Rassicura - circonvallazione piazza d’Armi 74 (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18)
- Pasticceria Amato – via Alberti 89 (dalle 6,30 alle 18)
- Palestra Move It - via Mangagnina 3  (dalle 9 alle 20)

Sarà inoltre possibile firmare domenica prossima presso il mercatino / fieropoli che si terrà presso il centro commerciale San Biagio dalle 9 alle 17

 

 

È comunque possibile chiamare per concordare modalità diverse o ricevere la copia del file della petizione da stampare in autonomia allo 0544 482502.

Anche Ravenna in Comune invita a partecipare alla marcia per la luce organizzata dall’opposizione consiliare contro i provvedimenti della Giunta di spegnimento dell’illuminazione pubblica.
"Abbiamo detto fin da quando la notizia è divenuta di dominio pubblico che «lo spegnimento dell’illuminazione pubblica durante le ore notturne, così come attuato a seguito delle decisioni assunte dall’Amministrazione de Pascale ci trova come Ravenna in Comune in totale disaccordo. L’illuminazione di strade e piazze è un efficace ed indispensabile presidio di sicurezza, la garanzia di un Comune vivibile anche per i soggetti più deboli, e non vi si sarebbe dovuto rinunciare».

«Da ieri sappiamo che non è stato tenuto in considerazione nemmeno il parere negativo della Questura, che si era aggiunto alle perplessità tempestivamente manifestate dalla Prefettura («La cosa ci preoccupa. Capisco i problemi dei Comuni nel pagare le bollette, ma bisogna fare attenzione perché questo può compromettere la sicurezza stradale e pubblica» disse il Prefetto già in ottobre)».

«Il vicesindaco Fusignani “scopre” che i furti c’erano già prima dello spegnimento delle illuminazione e ritira fuori la storiella che i record italiani che Ravenna stabilisce «dimostrano la salubrità ambientale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Sappia il vicesindaco che nelle statistiche non compaiono tutte le telefonate di chi segnala una effrazione ma poi non compila una formale denuncia proprio perché non ha fiducia sul fatto che serva a qualcosa. E sono molte».

«Quindi, semmai, le statistiche, benché ci pongano in testa alle città più insicure d’Italia per furti in abitazione, sono “generose” nei confronti della realtà ravennate, altro che dimostrare la “salubrità ambientale”! D’altra parte, un’Amministrazione che straparla di eliminare le panchine perché «contribuiscono a dare un senso di degrado» e confonde la sicurezza con le telecamere, non può capire perché la gente si senta meno sicura nell’attraversare nel totale buio notturno la città e i foresi. Al contrario di ladri e malviventi che, invece, al buio si trovano a loro agio».

«Ravenna in Comune ha contestato sia le scelte delle spese natalizie che quelle dei risparmi sull’illuminazione pubblica. Così come abbiamo evidenziato le buone pratiche dei comuni vicini (ad esempio Cervia, dove de Pascale pur risiede e quindi dovrebbe ben conoscere) che hanno per tempo efficientato i consumi energetici risparmiando alla cittadinanza il buio a cui la Giunta ha costretto i ravennati. Non sono mancati negli anni i nostri richiami affinché alle parole di transizione alle energie rinnovabili seguissero quei passi promessi ma mai compiuti da de Pascale».

«Coerentemente Ravenna in Comune parteciperà alla marcia che si svolgerà, senza simboli, insegne o slogan di partito, venerdì 2 dicembre con partenza contemporanea alle 19.00 sia da Porta Sisi (accesso di via Mazzini) che da Piazzale Farini (davanti alla Stazione) per arrivare congiuntamente in Piazza XX Settembre (piazza dell’Aquila).
A chi partecipa è richiesto di portare una torcia elettrica o di utilizzare la luce del cellulare durante il percorso che, alle 20.00, verranno simbolicamente spente.
Il sindaco ha cominciato a capire, forse, l’entità dell’errore commesso ma fatica a compiere la retromarcia politica. Il successo della marcia per la luce lo aiuterà ad ingoiare il rospo.
Ravenna in Comune, come fatto in tante occasioni durante la precedente consiliatura, darà il proprio contributo alla riuscita dell’iniziativa dell’opposizione».

 


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