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Cronaca

Nasce l'Emporio solidale più grande della Romagna. 1.300.000 euro l'investimento

I lavori sono finiti da qualche giorno e Caritas Ravenna ha già le chiavi in mano. Inaugurazione entro l'anno

01 luglio 2022 - I lavori sono finiti da qualche giorno e Caritas Ravenna ha già le chiavi in mano del nuovo Emporio solidale di via Narsete 7 a Ravenna.
«Ci sarà però da pazientare ancora un po’ – spiega Daniela Biondi, vice direttrice Caritas Ravenna e responsabile del Centro d’ascolto diocesano –, perché stiamo provvedendo ad allestirlo e arredarlo, in modo da poterlo inaugurare entro dicembre».
Nel complesso, dunque, i lavori sono durati circa un anno e hanno richiesto un esborso economico non indifferente, pari a un milione e 300 mila euro, la maggior parte dei quali provenienti dai fondi dell’8 per mille, più 500 mila euro di contributi straordinari della Cei.

Con i suoi 1.800 metri quadrati, la struttura diventerà l’Emporio solidale più grande della Romagna, dove le persone in difficoltà potranno finalmente scegliere direttamente i prodotti alimentari di cui hanno bisogno, in base alle proprie esigenze e preferenze.
Cambierà dunque la modalità di aiuto perché Caritas offrirà, al posto del tradizionale pacco standardizzato, la possibilità di fare una spesa personalizzata.
Spariranno le lunghe code in piazza Duomo, dove si è anche più esposti agli occhi della gente, potendo fare ‘rifornimento’ in un luogo più appartato. Ampio sarà l’assortimento di prodotti, in modo da tener conto anche di eventuali intolleranze o problematiche alimentari.

«Ciò che non cambierà è la filosofia sottesa – aggiunge Biondi –, ossia quella di offrire un aiuto dopo aver incontrato e ascoltato le varie necessità. Il nostro ‘cuore’ resta pertanto il Centro d’ascolto dove continuare a rivolgersi per parlare della propria situazione.

Per fare la spesa all’Emporio, un supermercato speciale con scaffali pieni di merce ma privi di prezzi, servirà una tessera a punti ricaricabile mensilmente. Il punteggio della tessera scalerà in base al valore numerico stabilito per i diversi prodotti, donati dal Banco Alimentare.
Oltre all’Emporio per il cibo, ci sarà anche un mercatino di mobili usati e di capi d’abbigliamento, anche in tal caso frutto di donazioni, in modo da completare l’offerta.

Con l’Emporio si aprirà una nuova fase, pensata per dare aiuto, ma anche autonomia e dignità a chi si rivolge a Caritas. Per questo, sarà anche un centro per tirocini formativi e corsi rivolti non solo ai giovani in difficoltà ma anche agli adulti che hanno perso il lavoro, in collaborazione con le associazioni del territorio. Dare un mestiere o far imparare un lavoro può essere un’opportunità per uscire dalla solitudine sociale e riacquistare autonomia e dignità».

Passando ai dati, nel 2021, sono state seguite circa 2.200 persone dal solo Centro d’ascolto diocesano, che salgono a oltre 4 mila se si considerano tutti i punti a livello territoriale. Non è il dato peggiore di sempre, in quanto analogo a quello già verificatosi nel 2007, l’anno della ‘grande crisi’.

Il problema principale per cui ci si rivolge a Caritas è la difficoltà di arrivare a fine mese con il proprio stipendio, soprattutto ora dopo i tanti rincari. In aumento quindi le persone che chiedono aiuto non solo per la spesa ma anche per il pagamento delle bollette sempre più salate. La pandemia ha certamente inciso, nel senso che ha dato la ‘botta’ finale a situazioni già precarie.

A richiedere aiuto sono in prevalenza italiani residenti a Ravenna che non hanno più risparmi a cui attingere, sia single che famiglie in cui il lavoro di entrambi non è sufficiente a coprire le spese, in prevalenza precari legati al turismo di età compresa tra i 35 e i 50 anni.

Un ultimo capitolo riguarda i profughi ucraini. «il giorno a settimana – conclude Daniela Biondi – in cui facciamo la distribuzione dei pacchi in presenza di un mediatore ucraino, siamo sempre pieni. Arrivano fino a 40-50 persone: a quelle che vediamo già da settimane, se ne aggiungono sempre nuove. Il bisogno continua anche se si sono un po’ spenti i riflettori sulla guerra»..
r.b.


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