Riccardo Muti e la musica ispirata a Dante | la CRONACA di RAVENNA

Riccardo Muti e la musica ispirata a Dante

Grande successo per il concerto straordinario di ieri sera ai Giardini pubblici con brani di Verdi, Mansurian e Liszt

13 settembre 2021 - “Occorre usare la cultura, educarci alla poesia, all'arte, alla musica”, ha affermato il sindaco Michele de Pascale introducendo il concerto straordinario diretto ieri sera da Riccardo Muti, culmine delle celebrazioni dantesche per il settecentenario.

“Di orizzonti alti è intessuto l’omaggio di Ravenna a Dante, dall’evento inaugurale del 5 settembre del 2020 con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al concerto di stasera diretto dal maestro Riccardo Muti, che lega Ravenna a Firenze e a Verona, luoghi che più hanno segnato l'esistenza terrena del Poeta”, ha proseguito il sindaco, che ha poi rilevato come Muti sia “il simbolo più luminoso della cultura italiana nel mondo, per le sue straordinarie direzioni su tutti i palcoscenici più prestigiosi del pianeta, ma anche per il suo costante impegno e monito alla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale e all’investimento sulle nuove generazioni”.

Il legame tra Ravenna e Firenze, oltre che con Verona, si manifesta non soltanto nella scelta delle sedi del concerto, che dopo essersi tenuto ai Giardini pubblici ravennati, sullo sfondo leggiadro della Loggetta Lombardesca, sarà replicato questa sera al Teatro del Maggio di Firenze e mercoledì 15 al Teatro Filarmonico di Verona. Musicisti dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino rinforzano i ranghi dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, in un programma che richiede un organico molto ampio, e partecipa il Coro del Maggio con il suo maestro Lorenzo Fratini.

Dante è stato nei secoli e continua a essere una fonte potente di ispirazione per l’arte e per la musica; ieri sera si è ascoltato come tre compositori abbiano rivestito di suoni le sue parole in tempi e con stili differenti, nell’intento di rivelarne il senso profondo.
Il concerto ha preso il via dal tardo Ottocento delle “Laudi alla Vergine Maria” per coro femminile a quattro voci, uno dei Quattro pezzi sacri creati da Giuseppe Verdi nell’ultima parte della sua vita. Basato su versi dell’ultimo canto del Paradiso, è un brano soave e meditativo, lontano per carattere dalla produzione operistica verdiana.

“Purgatorio” dell’armeno Tigran Mansurian è dei giorni nostri, è uno dei tre lavori commissionati da Ravenna Festival ad altrettanti compositori per l’anniversario dantesco. Ampio e pregevolmente costruito, è stato eseguito per la prima volta a Erevan durante il recente concerto delle Vie dell’Amicizia ed era ieri sera in prima italiana. Con il baritono Gurgen Baveyan, anch’egli armeno, ha partecipato Giovanni Sollima, eccezionalmente a capo della fila dei violoncelli in una parte dai molti interventi di spicco.

Infine, il vasto affresco della Dante-Symphonie di Franz Liszt, che risale agli anni Cinquanta dell’Ottocento e dipinge l’Inferno e il Purgatorio con grande sfoggio di mezzi orchestrali, di tratti contrastanti e soluzioni a effetto, per risolversi nell’estasi del Magnificat e dell’Alleluia finale.

Il pubblico, di circa ottocento persone, ha applaudito con calore tutti gli ottimi interpreti ed esecutori oltre che Mansurian, presente alla serata; ma ha riservato il più grande fervore al massimo artefice del concerto, Riccardo Muti, che non cessa di incantare per la profondità e la forza espressiva delle sue interpretazioni.

Patrizia Luppi


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