Riccardo Muti, ieri sera tutto esaurito al Pala De André. Il 12 ai Giardini dirigerà il concerto per Dante | la CRONACA di RAVENNA

Riccardo Muti, ieri sera tutto esaurito al Pala De André. Il 12 ai Giardini dirigerà il concerto per Dante

Schubertiano il programma, eseguito mercoledì sera anche a Imola, che recuperava l’appuntamento del Ravenna Festival cancellato a luglio

03 settembre 2021 - Dopo i mesi trascorsi come sede vaccinale, il Pala De André si è riaperto ieri sera alla musica con Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Un bel segnale, simbolo di ripartenza. Allestita per l’occasione con la platea in piano e le gradinate solo ai lati, l’arena ha fatto il tutto esaurito accogliendo nel pieno rispetto delle norme (compreso l’iniziale controllo del green pass) le 800 persone che hanno seguito il concerto e alla fine hanno applaudito direttore e orchestra con grande entusiasmo.

Tutto schubertiano il programma, eseguito la sera prima anche a Imola, che recuperava l’appuntamento del Ravenna Festival cancellato a luglio: una sorta di viaggio ideale tra l’Italia e Vienna, con l’Ouverture “in stile italiano” D 591 ispirata a Rossini, ma imbevuta di quella viennesità di cui Franz Schubert è stato esponente principe; poi la Sinfonia n. 9 “La Grande”, maestoso affresco continuamente cangiante, dipinto da Muti con cura raffinata per gli infiniti dettagli, in una lettura eloquente che ne metteva al contempo in luce l’organicità e l’interna coerenza. Brillante la prova dei giovani della Cherubini.

Dopo le salve ripetute di applausi, Muti ha annunciato la dedica del bis a Micha van Hoecke, il coreografo e regista scomparso il 7 agosto, suo grande amico personale e grande amico anche del Festival. La Sinfonia della “Norma” di Bellini, in un’esecuzione di rara intensità, ha chiuso così in un clima di commozione il viaggio musicale tra Austria e Italia.

Riccardo Muti tornerà a dirigere a Ravenna domenica 12 settembre, nel concerto straordinario che avrebbe dovuto suggellare le celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. L’anno dantesco diventerà però un biennio, visto che le difficoltà legate alla pandemia hanno ostacolato la piena realizzazione dei programmi previsti e quindi le celebrazioni si estenderanno nel 2022; la data del 12 rimane comunque particolarmente significativa e vedrà una serie di iniziative tutte incentrate sul Sommo poeta, che lasciò questo mondo nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, a Ravenna, stroncato dalla malaria.

A conclusione della giornata, dopo la rituale offerta dell’olio per la lampada votiva alla tomba di Dante, officiata dai sindaci di Ravenna e di Firenze, il concerto diretto da Muti per il Ravenna Festival si terrà alle 20.30 nei Giardini pubblici presso la Loggetta Lombardesca. Firenze e Ravenna, le due città di Dante, si uniranno anche qui poiché con l’Orchestra Cherubini si produrrà il Coro del Maggio Musicale Fiorentino; anche l’Armenia, meta delle Vie dell’Amicizia di quest’anno, sarà presente con il baritono Gurgen Baveyan.

In programma le Laudi alla Vergine Maria per coro femminile, dai “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi, su versi dall’ultimo canto del Paradiso. Poi in prima italiana “Purgatorio”, lavoro commissionato dal Ravenna Festival al compositore armeno Tigran Mansurian, all’esecuzione del quale parteciperà Giovanni Sollima, eccezionalmente primo violoncello della Cherubini; infine, la “Dante-Symphonie” di Franz Liszt, la grandiosa sinfonia corale sulla Divina Commedia che si conclude nell’estasi del Magnificat affidato alle voci femminili.

Patrizia Luppi


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