“Dice che era un bell'uomo... Il genio di Dalla e Pallottino”: a 50 anni dalla pubblicazione di “4/3/1943” esce il libro di Massimo Londini | la CRONACA di RAVENNA

“Dice che era un bell'uomo... Il genio di Dalla e Pallottino”: a 50 anni dalla pubblicazione di “4/3/1943” esce il libro di Massimo Londini

Nel volume numerosi scatti fotografici di Walter Breveglieri, la prefazione scritta da Pupi Avati e l’introduzione a cura di Gianni Morandi

02 marzo 2021 - E’ uscito da pochi giorni il libro su Lucio Dalla, non è un caso che sia in concomitanza con il Festival di Sanremo perché vi si racconta la presenza del cantante alla più importante rassegna canora del Paese e il successo di una delle sue più belle canzoni.
Dice che era un bell’uomo…” il titolo e, sottotitolo, "Il genio di Dalla e Pallottino", pubblicato da Minerva.

Marzo è decisamente un mese particolare per Dalla: nato il 4 marzo, morto l’1 dello stesso mese, il grande successo nasce proprio dalla canzone “4 marzo 43”, la sua data di nascita. Massimo Londini, l’autore, dopo mezzo secolo dall’esecuzione a Sanremo, ricostruisce la travagliata gestazione di un classico della canzone italiana, che fu salvato grazie al merito di un gruppo di intellettuali che intervennero per apportare delle modifiche ritenute poco adatte a Sanremo e che sarebbe stato altrimenti eliminato.

La vita di Dalla, un saliscendi di delusioni e successi, fino a esplodere nel mondo della musica, è narrata attraverso le sue canzoni e anche attraverso le sue collaborazioni. Una molto importante fu con Paola Pallottino, anche lei coinvolta in questa famigerata canzone.
Paola Pallottino, autrice bolognese, aveva scritto il testo, aveva chiamato il brano Gesù bambino e un tale titolo attirò le accuse di blasfemia. Per non parlare di alcuni passaggi, tra i quali la frase incriminata ‘Io sono Gesù bambino’.
Così il brano fu escluso. Ma il Festival, quell’anno, si avvaleva anche di una ‘commissione per il rinnovamento’, di vedute più ampie, che si batté, con successo, per il ripescaggio. Grazie soprattutto alle voci del regista Piero Vivarelli e dello scrittore Alberto Bevilacqua, che fecero una grande battaglia ideale. E la vinsero". A fine rassegna la canzone era sulla bocca di tutti. Questo fu il primo grande successo del cantante bolognese.

Il libro si ferma ai primi successi ma sappiamo che la sua fu una escalation fino ad arrivare a Caruso, una delle più belle canzoni italiane. Ma il libro è interessante anche per la prefazione di Pupi Avati e per l’introduzione di Gianni Morandi che mettono in luce alcune caratteristiche del personaggio Dalla.

“La prima volta che l’ho visto era un bambino di 8 anni - racconta Pupi Avati - ed era già una stella delle sale parrocchiali di Bologna. [..]Non ci crederete ma Lucio Dalla era un bambino bellissimo. Uno di quei bambini prodigio del cinema americano, uno Shirley Temple al maschile”. A seguire, Pupi Avati scherza affettuosamente sul cambiamento fisico di Lucio. Suonarono insieme, lui primo clarinetto, Lucio secondo, finché una sera il pubblico lo scelse e per lungo tempo Pupi Avati provò un profondo sentimento di invidia: “Lo ammetto:sì, io sono invidioso per natura, soprattutto nei confronti di quelli che fanno cose grandi e migliori delle mie”. In seguito fra i due nacque una profonda amicizia.

Morandi racconta di quando Lucio era ai primi tentativi e quasi sempre insuccessi. Parteciparono insieme in un Cantagiro dove Morandi era in cima alle classifiche e Lucio all’ultimo posto. Ma divennero amici. A un certo punto le cose si invertirono e per Morandi ci fu un lungo periodo di silenzio artistico. Ma i due amici, nel 1988, decisero di fare un tour insieme e fu grandissimo successo. “Quel tour meraviglioso - scrive Morandi - nell’88-89, resterà sempre una pietra miliare della mia e nostra carriera. Un segno del destino, un nostro ideale ‘Cantagiro’ in cui io non ero primo e lui non era ultimo, né viceversa”.

Anna De Lutiis


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