Confindustria, il nuovo presidente Mario Riciputi delinea i punti per una Romagna Industriale | la CRONACA di RAVENNA

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Economia

Confindustria, il nuovo presidente Mario Riciputi delinea i punti per una Romagna Industriale

Formata la nuova squadra e assegnate le deleghe

03 luglio 2025 -

La svolta epocale dell’intelligenza artificiale, il giusto riconoscimento del merito, la
formazione di competenze per fare ciò che gli altri non fanno: Mario Riciputi, eletto una settimana fa alla guida di Confindustria Romagna, ha illustrato oggi alla stampa i temi che caratterizzeranno il quadriennio di presidenza.

“Quasi 900 imprese associate, oltre 21 miliardi di fatturato aggregato con il 30% destinato alle esportazioni, 44 mila dipendenti, molteplici eccellenze nazionali ed internazionali: sono i numeri di un’Associazione che rappresenta un tessuto industriale ricco di fermenti innovativi, all’avanguardia in molte tecnologie, un’energia imprenditoriale resiliente in un territorio articolato, equilibrato e consapevole dell’importanza del rispetto ambientale – ha affermato il Presidente - Insieme ai colleghi e alle colleghe della vicepresidenza, cercherò di guidare questa realtà verso ulteriori mete di consolidamento e d’innovazione: crescita dimensionale, creazione di valore, generazione di ricchezza diffusa, equilibrio ambientale, sono l’essere del nostro sistema imprenditoriale, la forza trainante verso il benessere, l’equità e la modernità”.

Romagna metropolitana

Il progetto “Città Romagna” elaborato da Confindustria Romagna fin dal 2020 rimane pieno di contenuti ed aspirazioni ad oggi in parte vanificati da difficoltà esterne: vanno recuperati lo spirito, la volontà e le proposte, per una Romagna più forte in una regione più forte. La Romagna unita è la base imprescindibile per attuare qualsiasi progetto di area vasta: va messo a punto con urgenza un intervento programmatico che la renda possibile, dando forma e regole a una città metropolitana con un perimetro riconosciuto a livello istituzionale, per rafforzare l’intera regione sotto ogni punto di vista, infrastrutturale, idrogeologico, culturale e identitario.

Nuove generazioni e merito

Occorre dare consapevolezza che l’impresa, a prescindere dalla sua dimensione, rappresenta l’asse portante della crescita economica e sociale del Paese e costituisce il motore dello sviluppo competitivo, sostenibile ed equo. È indispensabile garantire alle nuove generazioni un processo di riconoscimento del merito, di realizzazione delle proprie aspirazioni, di ascensione e sicurezza sociale, di salute e benessere. Il merito deve essere l’“ascensore” della società civile.

L’andamento economico

È evidente il quadro di grande incertezza, di volatilità finanziaria, di limitata fiducia dei consumatori, di elevata rischiosità che le imprese stanno affrontando. Veniamo da un anno di crescita minimale del PIL sia nazionale che comunitario e da un generale rallentamento di tutte le economie. I segnali sono di continuità di questo trend, con attese di lieve miglioramento attenuate dai repentini mutamenti delle politiche commerciali e da una riduzione dell’export complessivo e della nostra quota. I benefici dell’appartenenza a filiere internazionali si riducono e molte economie si riposizionano verso sistemi meno aperti, con effetti di riduzione delle domande accessibili. Ma le nostre imprese sono resilienti, reattive e visionarie e pertanto devono cercare di cogliere gli spiragli di sviluppo e le opportunità di nuove dinamiche di mercato.

L’innalzarsi di barriere commerciali, se da un lato determina il contrarsi del mercato e la crescita delle incertezze sulle prospettive di ripresa, dall’altro sta creando condizioni dei mercati finanziari europei più favorevoli: la politica monetaria della BCE, il basso livello di domanda di finanziamenti connessa a investimenti limitati, crea possibilità favorevoli per l’accesso al credito e per la ripresa di una politica di investimenti. Una ripresa certamente complessa in tale contesto, ma da affrontare per un’economia che deve ricercare uno spazio crescente nella qualità, nell’innovazione, nel “fare ciò che gli altri non fanno”.

Anticipare l’evoluzione dei mercati, creare per tempo le condizioni per una nuova offerta, attraverso investimenti in competenze, tecnologie ed impianti, è la sfida preminente che abbiamo di fronte. Se la generazione di innovazione è il cuore dell’essere imprenditori e quindi ne sentiamo la responsabilità, dall’altro ci aspettiamo una condivisione da parte del sistema finanziario con soluzioni volte al sostegno degli investimenti in un’ottica di lungo termine, non solo in termini di costo, ma anche di condizioni per la gestione del rischio.
Analogamente, per accelerare un processo di investimento oggi non supportato da una adeguata domanda, è necessario un quadro normativo diverso, facilmente accessibile, che faccia confluire mezzi finanziari a sostegno, ripercorrendo il successo di misure quali industria 4.0. La costruzione di un sistema di competenze avanzate e tecnologie competitive è un processo complesso che richiede visione, programmazione, capacità di attrarre professionisti di valore, rapida applicazione nei processi produttivi aziendali. È chiaro alle imprese che la competizione richiede un processo di permanente ed accelerata innovazione.

Transizione digitale

La competitività aziendale si sviluppa su nuovi paradigmi e fra questi ha acquisito una rilevanza decisiva l’evoluzione digitale. Un cambiamento pervasivo dei processi e dei prodotti che impatta sempre più sull’organizzazione, sulla progettazione, sul sistema decisionale, sul posizionamento competitivo.

Un’accelerazione straordinaria in questi ultimi anni è stata prodotta dall’accesso sempre più semplificato a soluzioni di intelligenza artificiale. L’utilizzo di questi potenti algoritmi di correlazione dei dati e di capacità di calcolo di dimensioni esponenziali genera nuove sfide dirompenti, ma anche grandi opportunità di cambiamento e sviluppo dei processi di produzione e commercializzazione. Non è difficile prevedere che l’AI segnerà nelle imprese una svolta di una rilevanza che pochi momenti hanno registrato nella storia industriale. È una rivoluzione già in atto ed ogni ritardo nelle sue applicazioni condizionerà, in tempi non lunghi, la competitività. Le priorità sono quelle di diffondere conoscenze, formare risorse, dare supporto per accelerare le fasi iniziali d’applicazione e diffusione, disporre di competenze specialistiche attraverso collaborazioni con Università, centri di ricerca, imprese avanzate del territorio ed un crescente interscambio delle esperienze. Il gap fra le risorse qualificate necessarie e quelle concretamente disponibili va affrontato con una programmazione dell’attrazione e dell’orientamento. La programmazione e la disponibilità di risorse umane in campo digitale si inserisce nel più ampio tema dello sviluppo delle competenze e della disponibilità di risorse, che non è più una attività complementare, ma una strategia dell’impresa per garantirsi accesso alle tecnologie dirimenti, per creare la capacità di percorrere sentieri d’innovazione decisivi per la propria continuità e successo.

In foto, da sinistra: Andrea Albani (vicepresidente Territorio riminese, attrattività territoriale e turismo), Roberto Bozzi (past president), Mario Riciputi (presidente Confindustria Romagna), Marco Chimenti (Direttore Generale), Davide Stefanelli (vicepresidente Territorio forlivese-cesenate, transizione digitale e intelligenza artificiale) e Maurizio Minghelli (vicepresidente Tecnologia e innovazione).




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