Immobili, preziosi e denaro per 1,8 milioni sequestrati dalla Finanza

Destinatari del provvedimento i rappresentanti italiani di una società maltese acquirente, da un deposito nel porto, di notevoli quantità di gasolio in completa evasione delle accise

17 settembre 2020 - Sono accusati di auto-riciclaggio i responsabili di una società con sede legale a Malta e unità operativa in Svizzera, operante nel settore della commercializzazione di gasolio, che ha omesso il pagamento delle accise su rilevanti quantitativi di prodotto acquistati da un deposito fiscale nell’area portuale.


L'operazione è stata compiuta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna e ha portato all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni fino a un valore complessivo di 1,8 milioni di euro.

Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Ravenna, nella persona del P.M. Daniele Barberini, è stato adottato in esito agli accertamenti delegati al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ravenna.

L’attività investigativa ha infatti consentito di accertare che la società svizzera ha acquistato ed estratto gasolio dal deposito fiscale dell’azienda ravennate per un valore complessivo di ben 28 milioni di euro, presentando false fideiussioni a garanzia del pagamento delle imposte gravanti sul prodotto, quantificate in 7 milioni di euro di accise. L’imposta, dovuta da chi per primo immette nel circuito commerciale il gasolio, è stata poi assolta dal gestore del deposito fiscale, obbligato in solido al pagamento, il quale, non potendo rivalersi sulla società estera acquirente né escutere le garanzie risultate fittizie, ha capito di essere stato truffato e ha presentato formale denuncia all’Autorità Giudiziaria.

La successiva analisi dei flussi finanziari registrati nelle posizioni bancarie italiane della società svizzera ha permesso di appurare come somme di danaro per complessivi 1,8 milioni di euro, quota parte delle imposte non versate nelle casse dell’Erario, fossero state trasferite in conti bancari svizzeri intestati e/o riconducibili al rappresentante legale, al rappresentante fiscale e all’addetto commerciale in Italia della società estera.

Pertanto, a conclusione delle attività investigative, le Fiamme Gialle hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria cinque soggetti, referenti nel tempo della società elvetica, per i reati di truffa e auto-riciclaggio, e la Procura della Repubblica di Ravenna ha quindi richiesto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, dei beni e delle disponibilità finanziarie nella disponibilità degli indagati.

Il conseguente provvedimento cautelare emesso dal competente G.I.P. del Tribunale di Ravenna è stato ora eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza che ha sequestrato risorse finanziarie, terreni, fabbricati e preziosi (orologi di lusso e gioielli custoditi in due cassette di sicurezza) nella disponibilità degli indagati.

Anche questa operazione evidenzia il costante e quotidiano impegno delle Fiamme Gialle ravennati, sotto la direzione operativa della Procura della Repubblica, nella lotta all’accumulazione di patrimoni illeciti derivanti dalle forme più gravi di evasione e da altri reati a sfondo economico-finanziario, a presidio della leale concorrenza tra le imprese e a tutela degli operatori commerciali rispettosi delle regole.


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