L’anno di Dante è ufficialmente aperto. LE FOTO

Con l’inaugurazione della tomba restaurata e il concerto in piazza San Francesco, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha preso il via ieri sera l’intenso programma di celebrazioni per i 700 anni dalla morte

06 settembre 2020 - I contenuti hanno prevalso sulla pompa, nella cerimonia di apertura delle celebrazioni nazionali per la morte di Dante Alighieri che si è tenuta a partire dalle 20.30 di ieri sera, davanti alla tomba del Sommo Poeta e in piazza San Francesco, e che è stata seguita in tutto il mondo attraverso la diretta streaming e a Ravenna sul maxischermo di piazza del Popolo, con il commento del conduttore radiofonico e musicologo Guido Barbieri.
Una cerimonia dalle linee nobili e sobrie, proprio come il tempietto neoclassico che accoglie le spoglie del poeta e che per l’occasione è stato svelato dopo il lavoro di ripristino, eseguito da Angela Guerrini con la società Arte e Restauro, che l’ha riportato all’immagine originaria voluta dall’architetto Camillo Morigia nel 1780.

La musica, cui era riservata gran parte della serata, ha accolto davanti al sepolcro dantesco il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha onorato con la sua presenza la nostra città per la seconda volta in dieci mesi, e le altre autorità.

Dopo l’incantevole impasto sonoro creato dall’ensemble di Basilea Voces Suaves nel madrigale cinquecentesco di Luzzasco Luzzaschi “Quivi sospiri”, di ispirazione dantesca come tutti gli altri brani in programma, è venuto lo storico momento dell’apertura della tomba con la chiave girata da Michele de Pascale. Il sindaco poi si è trattenuto per qualche minuto sulla soglia del tempietto con il presidente della Repubblica ammirando il sarcofago, il bassorilievo e i particolari dell’interno, prima della benedizione impartita da monsignor Ghizzoni e della chiusura dell’inaugurazione del monumento restaurato con il brano “Io sono amore angelico” della compositrice statunitense nostra contemporanea Joanne Metcalf, eseguito sempre dai Voces Suaves.

In un brevissimo itinerario tra luoghi fortemente legati a Dante, percorrendo il passaggio che collega il quadrarco di Braccioforte, il piccolo giardino che sta accanto alla tomba, sottoposto anch’esso a lavori di ripristino, e il giardino intitolato a Rinaldo da Concorezzo, il presidente e le altre autorità si sono spostati nell’adiacente piazza San Francesco sapientemente illuminata, per trovare posto di fronte alla basilica dove nel settembre 1321 furono celebrate le esequie del poeta, che morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre di quell’anno.
Al suono dell’inno d’Italia, non solo gli invitati in piazza San Francesco, ma anche le centinaia e centinaia di persone che seguivano la cerimonia sul grande schermo di piazza del Popolo sono scattati in piedi: nella sua semplicità, è stato un momento toccante di partecipazione e di orgoglio condiviso.

Il discorso successivo di Michele de Pascale ha toccato momenti della biografia dantesca, ma anche temi politici, sociali e culturali, e ha annunciato le iniziative in programma a Ravenna per le celebrazioni che dureranno un anno intero: “in particolare un nuovo museo dantesco nei chiostri di San Francesco, la nascita della casa di Dante con una storica collaborazione con la Galleria degli Uffizi, il completamento della Divina commedia del Ravenna Festival e del Teatro delle Albe e poi eventi espositivi di primissimo piano, in rete con quanto avverrà in tutto il territorio nazionale.
Poesia, letteratura, danza, musica, mosaico: non ci sarà arte che nel prossimo anno non si cimenterà con Dante e arriveranno a Ravenna anche i più prestigiosi studiosi del pianeta, grazie all'Università di Bologna. Avremo anche il grande onore, insieme all’arcivescovo Ghizzoni, di essere ricevuti il prossimo 10 ottobre da papa Francesco e chiuderemo fra dodici mesi, insieme alle città sorelle nell’amore di Dante, Firenze e Verona, con uno straordinario concerto del più grande maestro e artista italiano del nostro tempo, Riccardo Muti, a cui siamo riconoscenti, oltre che per la sua opera straordinaria, anche per il continuo monito a difesa della cultura italiana”.

Di nuovo, poi, la musica è stata protagonista con lo strepitoso virtuosismo della pianista russa Yulianna Avdeeva, vincitrice nel 2010 dell’autorevolissimo Concorso Chopin di Varsavia, nella Fantasia quasi Sonata “Après una lecture de Dante” di Franz Liszt; in seguito il baritono Luca Micheletti, che il pubblico ravennate ben conosce, e il pianista Davide Cavalli hanno interpretato con gusto un brano di raro ascolto di Gaetano Donizetti, la cantata “Il conte Ugolino”.
Per la chiusura della manifestazione, soltanto un uomo e la sua voce: l’attore Elio Germano, recente Orso d’argento al Festival di Berlino, si è confrontato con il Canto XXXIII del Paradiso, quello che conclude la Divina commedia con il luminoso verso “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Un’interpretazione molto partecipata e anche molto fisica, la sua, che ha pregevolmente suggellato una serata unica.

Patrizia Luppi


© copyright la Cronaca di Ravenna
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